E-MTB: come scegliere la bici elettrica giusta


 
La mountain bike elettrica è il futuro. Lo dice Gary Fisher, uno dei padri della mountain bike, lo ha detto di recente anche Francesco Moser, che ha ripreso ad allenarsi grazie proprio alla pedalata assistita. Perché la e-bike permette anche alle persone più sedentarie di affrontare grandi dislivelli con facilità. Finalmente la mountain bike per tutti, accessibile e divertente. Tanto che chi la prova non vuole tornare più indietro perché con le ebike il divertimento è esponenziale.
 

I consigli per comprare la giusta E-MTB


Se avete dato un occhio ai cataloghi dei marchi più blasonati avrete notato che le top di gamma si avvicinano anche ai 10 mila euro. Sono i modelli in carbonio con componentistica al top. Un esempio su tutti è la Specialized S-Works Turbo Levo 2020, la top di gamma concepita per il trailriding aggressivo. Per portarsela a casa servono 11500 euro. Ma è davvero necessario spendere tutti questi soldi, che potrebbero servire, che so, per la nuova utilitaria della mamma o la cucina nuova? E’ anche vero che per le persone che si avvicinano al mondo della mtb la scelta tra una bici normale (alcuni la chiamano muscolare) e una bici elettrica è dettata solo dal prezzo, anche se le differenze si stanno assottigliando (la e-mtb entry level di Canyon, la Neuron ON 5.0, costa 3.300 euro: praticamente come una trail bike tradizionale). Rimane il fatto che le E-bike off-road più evolute costano ancora parecchio, soprattutto se si cercano prestazioni e sicurezza in discesa.
 

 

Anzitutto, per cosa vi serve?


La classica domanda da farsi quando si compra una MTB nuova, che tipo di trail percorri e per che cosa ti serve (enduro, trail-All Mountain, cross country, gravel) con la E-MTB è diventata facoltativa. Con la MTB elettrica il fattore peso viene (quasi) annullato perché di fatto con il motore si diminuisce molto la fatica in salita ed aumenta le possibilità di divertimento in salita. Anche se siete tra quelli che fate sentieri facili, prettamente XC, una E-MTB con un’escursione da all-mountain (superiore cioè a 130-140 mm) è la scelta migliore, funzionale a girare su sentieri più ripidi e sconnessi, ma anche pronta in salita a sfidare sassi, radici e ripidi. E vi diciamo di più: con una mtb elettrica vi verrà voglia di provare le salite tecniche, impossibili da fare con una bici normale, a meno che non vi chiamate Nino Shurter o Marco Fontana. Perché l’utente evoluto della E-MTB è quello che si spara qualunque tipo di salita, anche quelle tecniche, e in discesa può scendere da qualunque sentiero e strada.
 

 

MTB elettrica: Front o Full?


L’altro aspetto che divide il mondo del mondo MTB è la scelta tra Front, quindi ammortizzata solo sulla forcella anteriore, o Full, quindi con l’ammortizzatore posteriore. Ma come abbiamo detto su, se per le MTB tradizionali la scelta del Front è anche dettata dalla riduzione di peso, nelle e-MTB ci si può permettere quel kg circa in più dell’ammortizzatore posteriore, che è orizzontale e permette di sfruttare di più la bici anche in montagna, in particolare in discesa.Insomma, se la e-MTB serve per un uso travel, su strade bianche o su colline con pochi dislivelli, va benissimo anche Front; se invece se ne fa un uso tipo All-Mountain, o la si prende per superare grandi dislivelli e poi dedicarsi al gravity su i single trail, le Full sono la scelta vincente per divertirsi.
 

 

Qual è il motore migliore?


Ad oggi i motori più affidabili, adatti cioè a compiere lunghe escursioni con una buona autonomia e con il motore centrale sono quelli prodotti dai leader di settore. Più o meno in ordine di importanza e diffusione: Bosch, Shimano, Panasonic, Yamaha, Brose e Fazua. Nella mountain bike il motore centrale è quello più efficace, perché spostando la massa al centro la guida risulta ben bilanciata, con benefici per la maneggevolezza generale. Opposto il discorso per le mtb che hanno il motore sul mozzo posteriore: il peso risulta troppo accentuato nel retrotreno con il risultato di sbilanciare il rider durante la guida.
 

 
Non ci addentriamo sulla valutazione dei singoli motori, sarebbe troppo lungo e complicata. Basti sapere che Bosch, Yamaha e Shimano sono molto simili nelle caratteristiche tecniche e anche negli ingombri, che di anno in anno si riducono sempre più. Bosch, per esempio, ha presentato quest’anno il Performance Line CX, il top di gamma concepito per l’off-road, dal peso minimo (arriva a pesare 2,9 Kg). Discorso diverso per il motore Fazua (https://www.mtbtech.it/news/2019/05/come-il-motore-fazua-visto-al-bike-festival/) che tra tutti è quello che ha l’ingombro minore (con un peso di 4,4 chili complessivo con batteria), ma anche meno autonomia, meno coppia e con un’assistenza minore rispetto ai concorrenti. In questo modo la bici assomiglia e pesa quasi a una bici normale a tutto beneficio della guidabilità e maneggevolezza. Il marchio francese Lapierre si è spinto oltre, creando di fatto una nuova nicchia,con la e-Zesty AM LTD Ultimate, la cui particolarità è quella di avere il motore Fazua Evation rimovibile, in modo tale da avere di fatto due mountain bike in una.
 

 

 

La batteria: quale scegliere?


La batteria è un componente fondamentale. Importante è la capacità espressa in Watt-ora (Wh) (per esempio Bosch ha modelli da 300, 400 e 500 Wh) e il numero di cicli di ricarica. L’autonomia della batteria dipendere da vari fattori, come il peso del rider che monta sulla ebike, che può influire negativamente sulla durata della batteria (maggior peso significa maggior richiesta di energia). Sulla durata influiscono anche le modalità di assistenza del motore (Eco, Tour, Sport, Turbo per Bosh; Eco, Trail, Boost per Shimano): più alta è l’assistenza, più calano vertiginosamente i chilometri di autonomia della propria ebike. In linea teorica, a parità assoluta di condizioni, una batteria da 500 Wh dura di più di una da 300 Wh. La velocità di ricarica è invece un aspetto secondario, meno importante rispetto al numero di cicli di ricarica dichiarato dal produttore: c’è chi ne dichiara 500, chi 1000. In ogni caso il problema della costosa sostituzione della batteria rimane.
 

 

Il telaio: carbonio o alluminio?


Come nelle bici normali la valutazione spetta a voi. Entrambi sono validissimi, ma il carbonio ha un prezzo più elevato. Quelle in allumino sono più pesanti, meno nervose alla guida e hanno il vantaggio di poter capire se ci sono danni strutturali in caso di caduta. I telai in carbonio permettono di risparmiare almeno 1/2kg sul peso complessivo, portandolo spesso sotto i 20kg che è la soglia psicologica di una bici off road a pedalata assistita, sono ovviamente più scattanti ma anche più scorbutici, quindi adatti a chi cerca la prestazione più che un uso travel della e-MTB, e ovviamente, in caso di caduta, è difficile valutare se ci siano danni strutturali nascosti. Ciò che invece al momento accomuna sia i telai in carbonio che quelli in alluminio e che sicuramente fa la differenza sia dal punto di vista estetico che pratico e funzionale è la tendenza ai costruttori di inserire la batteria all’interno del telaio, in particolare nel tubo obliquo: la e-MTB sembra più una vera MTB tradizionale.
 

 

Ok, ma quale E-MTB scelgo?


Ricapitoliamo: per un uso turistico e commuting è ok una front. Se invece se ne vuole fare un uso All-Mountain intenso, con tour impegnativi dal punto di vista del dislivello, discese lunghe e ripide e magari la ricerca della prestazione, si punta al carbonio o all’alluminio idroformato 6061, a batterie da 500 Wh e motori con molti N-m. Questi sono i due estremi tra i quali poi ci sono infinite scelte tra i diversi modelli e allestimenti tra cui trovare la propria mountain bike elettrica ideale. Dipende dal vostro budget. Visto che in alto vi abbiamo indicato una top, la S-Works della Specialized, vi segnaliamo questo interessante articolo degli amici di RedBull con le e-mtb entry level https://www.redbull.com/it-it/hotlist-best-emtb-entry-level e quest’altro con le top mtb https://www.redbull.com/it-it/migliori-emtb-del-2019
 
Testo: Marco Trabucchi
Foto: Archivio MTBTECH
 
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