GRAVEL e CICLOCROSS, combinazione di diversità

Chi si sarà approcciato in questi ultimi anni al mondo gravel avrà sicuramente avuto un pensiero o comunque sarà incappato nella domanda:

“Maaaa…che differenze ci sono tra una bici gravel e una da ciclocross?”

Nasce così una volontà di focalizzare e distinguere le due tipologie di bici che hanno solo un paio di cose in comune, la loro propensione ai terreni fangosi viscidi e la loro somiglianza della forma del telaio. Per il resto esiste un gap di diversità che segna un confine tecnico e di range di utilizzo non indifferente.

Entriamo nello specifico

Le bici da ciclocross sono progettate per un uso pronto gara dove vige un regolamento UCI che impone delle regole precise. Le dinamiche di gara richiedono una bici che sia performante e che permetta all’atleta di portare a termine a tutto gas circa un’ora di performance atletica.

Essendo una disciplina che si svolge nei mesi invernali in percorsi da compiere più volte, gli atleti si trovano a gareggiare in condizioni meteo a volte proibitive trovando fango, ripide discese e strappi in salita, ostacoli artificiali e curve a gomito dai rilanci esplosivi nonché la necessità di prendere in spalla la bici per attraversare tratti insidiosi e spesso delle scalinate.

Insomma, il ciclocross è uno sport da veri duri e allo stesso tempo una palestra dove migliorare a tutto “fango” le proprie capacità di conduzione della bici al limite dell’equilibrio e, non meno importante, saper gestire le proprie forze esplosive considerando anche le condizioni del tracciato che in brevissimo tempo possono letteralmente cambiare lo svolgimento della gara.

Credits: Val Di Sole

Detto ciò, vien da sé che le bici utilizzate nel ciclocross devono per forza assecondare tutte queste condizioni necessarie alla conclusione della gara senza incorrere in stop tecnici dovuti a rotture o a poca maneggevolezza nelle situazioni più critiche. Infatti le bici da ciclocross richiamano la forma dei telai da strada… e da gravel. Ma con delle macro differenze che ora vedremo.

Telaio da ciclocross: è caratterizzato dalla forma tradizionale e materiali come alluminio o carbonio. Lo spazio del triangolo principale deve consentire di infilare braccio e spalla nel momento in cui necessiti di sollevarla per affrontare tratti molto tecnici.

La scatola del movimento centrale è più alta anche di due centimetri rispetto ad una gravel per poter evitare di far toccare i pedali su qualche ostacolo. I foderi posteriori e la forcella sono solitamente ben spaziati per permettere al fango accumulato di non bloccare la ruota. Solitamente le geometrie del telaio sono votate al racing quindi sterzo basso per abbassare il baricentro e quindi una maggiore guidabilità, e passo corto per avere la massima agilità nei rilanci e per i cambi direzione repentini.

Credits: Guerciotti

Ruote: la misura massima consentita dalla federazione internazionale per ruota e pneumatico è 700c per la ruota e 33mm per la larghezza della copertura.
Oltre ai tubeless, nelle competizioni si possono usare ancora i copertoncini tubolari. Profili del cerchio in alluminio o carbonio.

Cambio, freni e rapporti: la scelta del sistema di cambiata è libera (elettronico o meccanico) come libera è anche la scelta di optare per il moderno e sempre più utilizzato freno a disco in alternativa ai tradizionali pattini. La rapportatura utilizzata è pensata per una pedalata dalla cadenza regolare per far fronte a frequenti saliscendi e rilanci optando quindi per una cassetta pignoni con una dentatura progressiva che permetta al rider di trovare il suo giusto ritmo di gara.

GRAVEL E CICLOCROSS

Ora vediamo invece come una bici gravel asseconda il ciclista in aspetti dinamici e tecnici non sempre scontati e che trovano spesso spazio in varie interpretazioni del caso.

Credits: Val Di Sole

A praticare il gravel è una serie di rider che, in base alla loro necessità, sono alla ricerca di una bici che permetta loro di portare a temine dal semplice giro in campagna (come ad esempio le famose strade bianche toscane, le strade del vino delle Langhe, qualche salita e discesa collinare oppure il piattume di una laguna) fino all’affrontare traversate continentali e viaggi dai “millemila” chilometri in condizioni climatiche davvero disumane dove vengono messe in gioco testa, gambe, resilienza e un po’ di follia.

GRAVEL E CICLOCROSS

Nasce quindi una forte necessità di trovare nel sempre più affollato panorama di mercato gravel una bici che possa essere cucita sulla propria pelle (e sedere).

Ma che caratteristiche ha e che requisiti dovrebbe avere una bici gravel?

Telaio da gravel: qui abbiamo misure dagli interassi più abbondanti ed angoli forcella e tubo sella comodi per avere stabilità e una postura più rilassata atta a sopportare anche molte ore in sella. Il movimento centrale tendenzialmente più vicino a terra rende la bici più maneggevole e stabile in discesa per via dell’abbassamento del baricentro del rider. Nel telaio di una gravel l’utilizzo di materiali come acciaio e alluminio dalle forme e trafilature molto lavorate dona un design classico risvegliando un sempre molto apprezzato senso vintage che richiama l’essenza della bici. Materiali invece come il carbonio nelle sue forme aerodinamiche e sezioni abbondanti o il prezioso titanio dalle saldature a vista donano un forte tocco high-tech ai massimi livelli.

GRAVEL E CICLOCROSS

Ruote: in alluminio o in carbonio che sia, la tendenza è verso la solidità più che verso la leggerezza, e la necessità di poter pedalare in percorsi sassosi o comunque non sempre asfaltati ha indotto l’industria della bici gravel a realizzare telai che possano ospitare più diametri ruota e dimensioni anche abbondanti di pneumatici, infatti molte bici di ultima generazione possono ospitare due tipologie di ruote con diametro da 700c o 650B con sezioni di pneumatici che vanno dalle scorrevoli seppur sempre scolpite 700c da 38/40/45mm fino alle 650B con misure copertoni 1.90”/2.10” di derivazione mtb. In tutte le combinazioni comunque la scelta della scolpitura è dettata dal tipo di percorso e dallo stile di guida di ognuno. Il mercato delle coperture ha un ricco catalogo di modelli gravel che accontentano ogni tipo di esigenza.

GRAVEL E CICLOCROSS

Cambio, rapporti e freni: lunghe salite o mega drittoni con la bici carica di peso per un viaggio, che sia Sram, Shimano o Campagnolo, tutte hanno a catalogo tutta la componentistica dedicata lasciando ampio spazio alla scelta del cambio, dal meccanico a quello elettronico passando per monocorona anteriore e pacchi pignoni posteriori con rapporti molto lunghi da strada, ma c’è anche la possibilità di montare delle combinazioni molto agili con rapportature vicine a quelle utilizzate nella mountain bike. I freni possono essere anche qui meccanici tradizionali oppure idraulici a disco.

Manubrio: dettaglio non determinante ma caratterizzante, dalla forma tradizionale a piega bassa come nel ciclocross e strada ma leggermente più largo e la parte bassa più “aperta” per poter avere un’impugnatura più rilassata e un maggior controllo e stabilità nello sconnesso.

GRAVEL E CICLOCROSS

Punti di fissaggio: Su telai e forcelle delle bici gravel determinanti sono i numerosi punti di fissaggio aggiuntivi per portaborracce e la possibilità di applicare parafanghi, portapacchi dedicati e borse da viaggio dalle varie misure e caratteristiche.

IN CONCLUSIONE:

La bici da gravel ha una forte propensione al comfort in generale. La sua versatilità porta il biker ad affrontare anche lunghi chilometraggi e ha la possibilità di essere allestita per il bike packing da viaggio. La sua anima la rende molto versatile abbracciando lo sportivo che cerca l’avventura e strizzando l’occhio al cicloviaggiatore che ne fa una compagna di vita perfetta.
La bici da ciclocross con le sue limitazioni di rapporti, geometrie del telaio e ruote è progettata principalmente per essere reattiva, e la sua caratteristica principale la rende molto performante e adatta a chi ne fa un uso agonistico.

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Testo: Andrea Brunato
Foto: Archivio MTBTECH

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