🔧 Last Coal: analisi tecnica della sospensione e geometrie della enduro artigianale
La Last Coal è una bici che esce dai canoni delle enduro tradizionali: produzione artigianale, scelte tecniche controcorrente e un progetto orientato chiaramente alla guida aggressiva in discesa. In questo approfondimento analizziamo cinematica della sospensione posteriore, comportamento dinamico e geometrie, offrendo una panoramica tecnica utile per comprendere a chi si rivolge realmente questo telaio.
L’obiettivo è fornire un quadro chiaro delle sue caratteristiche per chi cerca una enduro/super enduro moderna, semplice nella struttura ma efficace sui terreni più impegnativi.
🛠️ Telaio artigianale e filosofia costruttiva
Last è un produttore di nicchia che realizza un numero limitato di telai all’anno, puntando su:
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saldature e allineamenti industriali di alta qualità,
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lavorazioni CNC e rifiniture curate,
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soluzioni costruttive robuste e funzionali,
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attenzione ai dettagli meccanici e alla manutenzione.
La Coal nasce come enduro da 160 mm posteriori, progettata per lavorare con forcella da 180 mm, entrando di fatto nel territorio delle super enduro da bike park e gara gravity.
La filosofia progettuale privilegia:
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semplicità,
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affidabilità,
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comportamento prevedibile in discesa,
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manutenzione ridotta.
🔩 Schema sospensivo: monocross con leveraggio
La bici utilizza uno schema monocross con leveraggio, cioè:
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un solo fulcro principale per il carro posteriore,
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leveraggio che gestisce la compressione dell’ammortizzatore,
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cinematica semplice ma efficace.
La traiettoria della ruota posteriore è quasi verticale, con un accorciamento molto contenuto durante la compressione (circa 12–13 mm). Questo porta a:
✔ comportamento prevedibile
✔ risposta diretta agli impatti
✔ minori variazioni dinamiche in pedalata
Una soluzione coerente con una bici pensata per la discesa.
📈 Leverage ratio e progressività
La curva di compressione mostra:
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fase iniziale molto stabile,
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zona centrale neutra,
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parte finale decisamente progressiva.
Il rapporto di leva parte poco sopra 3.1 e scende fino a circa 2.4 a fine corsa, generando:
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buona sensibilità iniziale,
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prolungato supporto ,
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progressività finale utile con molle o aria,
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buona resistenza ai fondocorsa.
Il risultato è una sospensione che si adatta bene anche a setup aggressivi da bike park o gara enduro.
🚴 Anti-squat: comportamento in pedalata
Dalle analisi cinematiche emerge un anti-squat attorno al 90% in posizione di SAG, differente anche se di poco, da quanto dichiarato sul sito.
Ne segue:
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pedalata abbastanza neutra,
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sospensione che resta attiva,
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poca tendenza all’estensione sotto carico catena.
Non si tratta quindi di una bici progettata per massimizzare l’efficienza in salita, ma piuttosto per mantenere comfort e trazione su terreni sconnessi.
In ogni caso, per l’utilizzo tipico della bici, questo valore risulta coerente con la destinazione d’uso.
⚙️ Pedal kickback contenuto
Il pedal kickback, cioè la rotazione inversa delle pedivelle durante la compressione della sospensione, rimane su valori contenuti:
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circa 25° nei rapporti più corti,
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circa 10° nella zona centrale della cassetta,
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valori minimi nei rapporti veloci (4 %)
Questo significa:
✔ sospensione poco disturbata dalla trasmissione
✔ comportamento fluido su terreno mosso
✔ meno rigidità percepita nei tratti sconnessi
🛑 Anti-rise e comportamento in frenata
Anche in questo caso i risultati della nostra analisi differiscono dai valori dichiarati: l’ anti-rise risulta inferiore al 90%, quindi in frenata:
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la sospensione resta attiva,
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il carro tende leggermente ad estendersi,
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la bici mantiene buona capacità di assorbimento.
Tradotto sul campo:
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meno irrigidimento del retrotreno,
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maggiore controllo su fondi sconnessi in frenata,
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comportamento più gestibile nelle discese tecniche.
Una scelta coerente con una bici orientata al controllo più che alla rigidità da gara pura.
📐 Geometrie: pensata per la discesa
Le geometrie confermano la vocazione gravity.
Caratteristiche principali:
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angolo di sterzo: 63°, molto aperto
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progettata per forcella da 180 mm
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possibilità di montare forcella da 170 mm con variazioni minime
Carro posteriore
Molto compatto nelle taglie piccole:
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430 mm nelle taglie minori
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crescita progressiva nelle misure più grandi
Questo garantisce:
✔ bici giocosa
✔ facilità di manual e cambi direzione
✔ buona agilità nei trail stretti
Tubo sella e posizione di pedalata
L’angolo effettivo varia tra 76° e quasi 78°, mantenendo una posizione moderna, anche se il carro molto corto suggerirebbe un valore ancora più verticale per migliorare la pedalata.
Stack e tubo sterzo
I tubi di sterzo risultano piuttosto alti:
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posizione naturale più eretta,
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guida meno caricata sull’anteriore,
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comfort nelle lunghe discese.
Aspetto da considerare per chi preferisce cockpit molto bassi.
🧭 A chi è destinata la Last CooL
La Last CooL non nasce per:
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chi cerca una bici da lunghe salite pedalate,
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chi privilegia l’efficienza XC,
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chi vuole una enduro polivalente.
È invece ideale per:
✅ rider orientati alla discesa
✅ utilizzo bike park e trail tecnici
✅ enduro aggressivo
✅ chi vuole una bici semplice, robusta e poco delicata
La combinazione tra schema semplice, progressività e geometrie aggressive la rende una bici concreta e senza fronzoli, costruita per scendere forte.
🏁 Considerazioni finali
La Last CooL rappresenta un’interessante interpretazione moderna della bici gravity: cinematica semplice, comportamento progressivo e geometrie molto spinte verso la discesa.
Non è una bici per tutti, ma per chi mette la priorità sul controllo e sul divertimento in discesa può diventare una scelta molto convincente, soprattutto per chi apprezza prodotti meno commerciali e più orientati alla sostanza tecnica.
Per quanto alcuni valori nella nostra analisi non coincidano con quanto dichiarato la bici ci sembra molto coerente per il suo utilizzo.
Una proposta che dimostra come, anche oggi, semplicità e progettazione intelligente possano convivere in un telaio altamente performante.
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