DEDICATED FASTER: Quando l’esoterismo incontra la brutalità
Finalmente qualcosa che ti arriva davanti agli occhi e ti fa sobbalzare sulla sedia, ti fa zoomare sulle foto fino a sgranare i pixel e ti fa mormorare, tra i denti: “Ecco, questa è roba seria”.
Oggi parliamo della Dedicated Faster. E diciamolo subito: se cercate il rapporto qualità-prezzo da supermercato o la bici “che va bene per tutto”, chiudete la pagina. Qui siamo nel territorio dell’ossessione ingegneristica, dell’artigianato che sconfina nell’arte e, sì, di prezzi che farebbero impallidire un concessionario di auto usate. Ma che volete farci? La passione non ha prezzo, o meglio, ne ha uno molto alto, e questa Faster sembra valerli tutti…e a ben vedere, abbiamo visto prezzi ben più alti per bici senza tutta quest’anima!
L’anima del progetto: Oltre il marketing
Dietro al marchio Dedicated non c’è il solito consiglio di amministrazione che guarda i grafici di vendita. Ci sono Sven Brueck e Matthias Reichmann. Se questi nomi non vi dicono nulla credo sia normale…ma: Sven arriva dal mondo della Formula 1 e Le Mans (e si vede), Matthias è un genio della cinematica che da anni sforna telai che sembrano usciti da un laboratorio della NASA prestato al downhill.
La Faster non è una e-bike nata per accontentare la massa. È una Freeride eMTB (e già qui, l’uso della parola “Freeride” nel 2026 mi fa scendere una lacrima di commozione) costruita con una tecnica che amo alla follia (ma sarà utile??): tubi in carbonio incollati su congiunzioni in alluminio lavorato dal pieno.
Fermatevi un attimo a guardarla. Non vi ricorda niente? I più vecchietti tra voi (o i malati come me) avranno già avuto un flashback della mitica Trek 8900 o, per volare più alto, di certi prototipi che si vedevano in Coppa del Mondo negli anni d’oro. Ma qui non siamo nel vintage. Qui l’accoppiamento tra carbonio e alluminio non è solo estetica: è la ricerca della perfezione strutturale. Le congiunzioni in alluminio gestiscono i punti di stress e le sedi dei cuscinetti con precisione millimetrica (cosa che il carbonio stampato fatica a fare con la stessa costanza), mentre i tubi in composito garantiscono quella rigidità e smorzamento delle vibrazioni che servono quando stai scendendo a rotta di collo.
E poi, parliamoci chiaro: vedere quel mix di metallo nudo fresato a CNC e trama del carbonio è pornografia meccanica. Punto.
Il Cuore Elettrico: Maxon Air S
Mentre il mondo guarsa verso la cina con ammirazione ed orrore,Dedicated fa una scelta di campo radicale: Maxon. Un nome che magari associate ai motori dei rover marziani (sì, quelli su Marte), ed è esattamente di quel livello di precisione svizzera che stiamo parlando.
Il Maxon Air S è un gioiellino da soli 2 kg che spara fuori 90 Nm di coppia. Avete letto bene. Novanta. Newton. Metri. In un motore che pesa come una bottiglia d’acqua grande. La potenza di picco è di 620 W, il che significa che non avrete la spinta infinita di un motore da cargo-bike, ma avrete una risposta brutale e immediata, perfetta per quel “Freeride” di cui sopra. (Parliamo comunque di prestazioni superiori al Bosch CX 3/4!!!).
La batteria? 400 Wh. “Pochi!”, dirà qualcuno dal fondo della sala. “Giusti”, rispondo io. Perché questa bici completa, con sospensioni a molla (EXT, mica roba a caso) e gomme vere, ferma l’ago della bilancia a 21.5 kg. Un peso che su una e-enduro “full power” è fantascienza. Certo, la batteria non è rimovibile. E qui Sven è stato categorico: fare un buco nel telaio significa perdere rigidità o dover aggiungere materiale (e quindi peso) per compensare. Se volete cambiare la batteria al volo in mezzo al bosco, non è la bici adatta. Se volete un telaio che risponda come una lama quando lo sbattete in curva, questa è la via. E comunque, pare che una versione da 600 Wh sia nei piani futuri, per chi proprio non riesce a farsi bastare le due ore di gas a martello.
Geometrie e Cinematica
Veniamo ai numeri. La sospensione posteriore è un sistema High Pivot (perno alto) con rinvio catena (idler). Ma non è un semplice “single pivot” assistito. È un 6-bar linkage, un sistema a sei bracci che Matthias ha accordato come un violino.
La curva di compressione è a forma di “S”. Inizialmente progressiva per mangiarsi le piccole asperità come se non esistessero, poi una rampa di progressività brutale da metà corsa in poi. È quello che serve per avere una bici “viva”, che poppa sugli ostacoli ma che non va a pacco nemmeno se atterrate piatti da un salto di tre metri. L’escursione posteriore è regolabile tra 175 e 195 mm. Davanti ci potete piazzare forcelle da 170 a 190 mm. Insomma, è una schiacciasassi.
E le quote geometriche? Tenetevi forte: 62.2° di angolo sterzo. Sessantadue-virgola-due. Siamo in territorio DH puro. Però, per non farvi ribaltare in salita (ricordate, è una e-bike, si deve pedalare), l’angolo sella è bello dritto a 77.7°.
Ma la vera chicca è la serie sterzo. Non è una semplice serie sterzo eccentrica per cambiare l’angolo. No, è la “Virtual Pivot Headset” brevettata da Reichmann. In pratica, il tubo sterzo non ruota sul suo asse centrale, ma su un asse virtuale spostato. Questo permette di variare l’offset (e quindi il trail) di +/- 4mm senza cambiare forcella. È una finezza da malati mentali (in senso buono), pensata per chi sente la differenza di millimetri nel feeling di sterzata. Sven dice che su bici così aperte e veloci, la stabilità e l’agilità si giocano su questi dettagli. Io dico che è il tipo di complicazione meravigliosa che adoro.
Ah, dimenticavo: carro regolabile (435, 445, 465 mm) grazie a dei dropout modulari che mantengono la compatibilità UDH. Semplice, efficace, geniale.
Conclusioni: Per chi è?
Il prezzo parte da 11.900 € e può schizzare facilmente sopra i 16.000 € se vi fate prendere la mano con i componenti custom. È una follia? Razionalmente sì. Ma le bici non si comprano (solo) con la razionalità.
È una bici per chi cerca l’esclusività non per il gusto di apparire al bar (anche se lì farà la sua figura), ma per il gusto di guidare qualcosa che è stato pensato, disegnato e realizzato da persone che vivono per la dinamica di guida.
Non è una bici per tutti. È una bici dedicata (perdonate il gioco di parole) a chi vuole andare più veloce, più grosso, e farlo su un mezzo che trasuda passione da ogni singolo bullone in titanio.
Scheda Tecnica in pillole (per chi ha fretta):
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Telaio: Tubi in carbonio e congiunzioni in alluminio CNC
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Escursione: 175-195mm post / 170-190mm ant
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Sistema: High Pivot 6-bar linkage con idler
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Motore: Maxon Air S (90Nm, 2kg)
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Batteria: 400Wh integrata (light is right!)
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Ruote: 29″ o Mullet (MX)
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Angolo Sterzo: 62.2° (paura!)
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Peso: 21.5 kg (montata cattiva)
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Prezzo: Se devi chiederlo, non fa per te (da 11.900 €)
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