IBIS RIPMO


 
È stata presentata pochi mesi fa la nuova nata della californiana IBIS (link alla presentazione: https://www.mtbtech.it/news/2018/03/ibis-ripmo-2018-novita-per-lenduro/) e già è tra i sogni di moltissimi bikers.
 
Stiamo parlando ovviamente della raffinata RIPMO, la 29er destinata a voler prendere il posto delle trailbike, delle allmountain e delle enduro. Detta così sembra una pretesa un tantino ottimistica, ma grazie all’importatore 4Guimp abbiamo avuto la possibilità di metterla alla prova per capirne le reali potenzialità in tutte le circostanze.
 

COM’È FATTA:


IBIS RIPMO nasce dalla fusione tra Ripley e Mojo HD4, ed è un mix tra una mtb da trailride ed una da enduro, con telaio interamente in fibra di carbonio, ruote da 29 pollici e 145mm di escursione gestiti dal più evoluto sistema DW Link.
 
IBIS RIPMO
 

TELAIO


Il telaio della IBIS RIPMO, come abbiamo già detto, è realizzato interamente in carbonio, dalle forme sinuose caratteristiche dei telai IBIS. La colorazione non troppo appariscente, ma inconfondibile, lascia trasparire il marchio americano. Il peso record di 2.7 kg, senza ammortizzatore, lo posiziona già ai vertici della categoria. Ma questo non è l’unico dettaglio di riferimento.
 
Altre caratteristiche sono il passaggio ruota adatto a gomme da 2.6”, il carro corto, il movimento centrale filettato, il passaggio cavi interno e la possibilità di abbinare un ammortizzatore con serbatoio separato anche con una borraccia di grandi dimensioni.
 
Il cinematismo del carro è caratterizzato dalla più recente evoluzione del DW Link, sistema da sempre utilizzato da IBIS e fatto evolvere nel tempo per ottimizzarlo sempre più. È un sistema a pivot virtuale, infatti il carro è vincolato al triangolo anteriore tramite due link che ne conferiscono una curva di movimento molto differente rispetto ai classici cinematismi. I link sono ricavati dal pieno e dotati di boccole dalle dimensioni abbondanti che contribuiscono a dare al telaio una rigidità notevole.
 
IBIS RIPMO
 
Nessun cavo esterno al telaio ad intralciare un’armoniosità estetica straordinaria. Anteriormente i cavi fuoriescono adiacenti alla serie sterzo conica e sono mantenuti in ordine dagli appositi fori di passaggio. Nella parte bassa della tubazione diagonale troviamo un’utilissima protezione in gomma, mentre nella parte opposta, interna, c’è la predisposizione per il portaborraccia.
La progettazione del carro ha tenuto conto della possibilità di installare copertoni fino a 2.6 di larghezza, grazie anche alla battuta boost 148 che ha permesso di allargare i foderi.
 
IBIS RIPMO
IBIS RIPMO

 

GEOMETRIE


Il reach è quasi un pollice (2,54cm) in più della sorella HD4, vincitrice in EWS, una luce tale da montare telescopici da 170mm e un angolo sella da 76°. L’angolo sterzo è di 65,9° mentre l’interasse tra le due ruote è pari a 1197mm in taglia M.
 
IBIS RIPMO

IBIS RIPMO
 

COMPONENTI


Il reparto sospensioni è affidato in toto a FOX, con una forcella 36 Factory Fit ad aria, con trattamento Kashima ed escursione di 160mm. È dotata di regolazione del ritorno e della compressione alle alte e alle basse velocità, mentre è sprovvista del classico bloccaggio, anche parziale. L’ammortizzatore FOX Float X2 ha anch’esso le regolazioni esterne di ritorno e compressione, oltre ad avere un alto volume d’aria (EVOL) per mantenere le performance quanto più costanti durante l’utilizzo intenso. È provvisto di una levetta che se ruotata di 90 gradi ne irrigidisce la corsa.
 
IBIS RIPMO
IBIS RIPMO

 
Per quanto riguarda le ruote troviamo i nuovi cerchi IBIS 942 in carbonio, con canale asimmetrico, di ben 41mm di larghezza esterna (35mm interna), entrambi dotati di 32 raggi accoppiati con mozzi Industry Nine ma in alluminio.
Il montaggio prevede poi delle gomme Maxxis Minion DHF all’anteriore e Aggressor al posteriore, entrambe 29×2.50 ovviamente tubeless ready.
 
IBIS RIPMO
IBIS RIPMO

 
La trasmissione è affidata a SRAM la quale ha dotato la IBIS del nuovo gruppo X01 Eagle a 12 velocità abbinato ad una guarnitura formata da pedivelle X01 e corona da 32t.
 
IBIS RIPMO
 
È SHIMANO invece l’impianto frenante, modello XT, con entrambi i dischi da 180mm di diametro. Molti di voi potrebbero rimanere perplessi nel vedere il disco anteriore da soli 180mm, ammettiamo che noi lo siamo stati, ma nel test abbiamo dato risposta anche a questo dubbio, continuate a leggere.
 
IBIS RIPMO
 
Terminano il montaggio un reggisella KS Lev Integra da ben 170mm di corsa con controllo remoto a manubrio e la sella IBIS dedicata alla disciplina allmountain. Nella zona anteriore il manubrio IBIS in carbonio da 800mm è abbinato ad un attacco Thomson da 55mm, mentre anche le manopole in gomma sono brandizzate IBIS.
 
IBIS RIPMO
 
IBIS RIPMO
 

IL TEST:


Abbiamo giocato parecchio con la IBIS RIPMO fornitaci direttamente dall’importatore 4Guimp. Il modello che ci è arrivato in taglia M pesa solamente 13,2 Kg.
 
Con il progetto RIPMO, Ibis ha voluto sfidare il modo di intendere la mountain bike, cercando di creare un mezzo con la più ampia destinazione d’uso possibile.
 
Secondo voi ci saranno riusciti?
 
Abbiamo iniziato dalle classiche tarature, SAG impostato circa al 30% per entrambe le unità ammortizzanti, leve dei freni e altezza sella. I copertoni, montati tubeless, li abbiamo gonfiati a 2.0 dietro e 1.8 davanti, per un rider di 75Kg. Per quanto riguarda la taglia invece, essendo il tester alto 180cm, avremmo forse preferito una L ed eventualmente accorciare l’attacco manubrio o avanzare leggermente la sella. Fatto sta che secondo la nostra esperienza la taglia M potrebbe essere corretta fino a 177-178cm, ma poi tutto dipende da com’è proporzionato il corpo del rider e quindi la prova è l’unico sistema per togliersi tutti i dubbi!
 
IBIS RIPMO
 

IN SALITA


IBIS RIPMO è apparentemente una bici da enduro, almeno se ci si ferma al lato estetico della forcella non bloccabile e alle gomme dalla pura anima racing, ma una volta montati in sella ci si rende conto che il manubrio da 800mm, le gomme da 2.5 e la forcella da 160mm in realtà non sono poi così nemici delle sezioni pedalate! Anzi, a dire il vero, le geometrie del telaio e le dimensioni delle ruote ci hanno favorito in questo frangente.
 
Nelle salite costanti la posizione in sella correttamente centrata aiuta a mantenere una posizione neutrale, il piantone sella angolato a 76° permette di mantenere la schiena dritta e non affatica nelle lunghe salite. La forcella non è bloccabile ma non se ne sente troppo la necessità fintanto che si pedala seduti in sella. Molto diverso invece l’ammortizzatore posteriore FOX Float X2, bloccabile quasi completamente, che gestito dal sistema Dw-Link risulta veramente molto efficace e sostenuto. Vantaggi avvertibili anche nei cambi di ritmo, come si vede nel video.
 
IBIS RIPMO
 
Ci ha sorpresi molto anche nei tratti tecnici e di forte pendenza, dove anche per merito delle gomme da 29” non si verificano fenomeni d’impennamento nonostante l’angolo di sterzo aperto a 65,9°, anzi, i copertoni hanno sempre un buon grip con il fondo e invogliano ad affrontare senza timore anche passaggi trialistici. Come spesso capita, per avere maggior trazione manteniamo l’ammortizzatore posteriore aperto, o in modalità intermedia se presente, per dar la possibilità alla gomma e al carro di copiare meglio le asperità.
 
IBIS RIPMO
 
Parlando dei componenti, la presenza della singola volantina in una bici “tuttofare” come la RIPMO potrebbe essere limitativa tenendo conto che offre la fruibilità di soli 12 rapporti. Qui come sempre bisogna mettere sul piatto della bilancia pro e contro della situazione, come ad esempio il fatto che la cassetta pignoni Eagle offre un range del 500%, ma i rapporti a disposizione rimangono 12… La corona da 32 denti abbinata al pignone da 50t è comunque sufficiente per salire senza particolari problemi anche lungo i sentieri più impervi.
 
Entrambe le gomme montate su cerchi così larghi assumono un aspetto pieno e le spalle quasi dritte donano una forma del battistrada molto rotonda.
 

IN DISCESA


Siamo rimasti sorpresi dalle performance in salita, ma è quando la gravità inizia a farsi sentire che la IBIS RIPMOstupisce ancora di più.
 
Con le ruote da 29 pollici ci si sente ben inseriti nella bicicletta, merito anche di geometrie che agevolano l’ambito discesistico, pur mantenendo una posizione di guida centrale. E non è un controsenso: sebbene la bici risulti più lunga e più aperta rispetto alle consuetudini di IBIS non è necessario assumere posizioni estreme per raggiungere buone performance in discesa.
 
IBIS RIPMO
 
Pregevole la realizzazione del frame in carbonio, rigidissimo e leggero, il quale dona una precisione di guida senza eguali. Come si dice in gergo, sembra di guidare sui binari.
 
Nei tratti veloci è possibile contare sulle ruote maggiorate non solo di diametro ma anche di larghezza che imprimono a terra una superficie ancora più rilevante garantendo grip in tutte le situazioni. Il telaio e gli ammortizzatori formano un abbinamento ineccepibile e, anche per merito di una forcella con offset da 44mm, assorbono gli ostacoli pur mantenendo elevate doti di reattività.
 
L’ammortizzatore FOX X2 con extra-volume d’aria è realizzato appositamente per le competizioni e si è dimostrato tale, non andando mai in crisi nemmeno nelle discese più lunghe e dissestate. Le ruote in carbonio sono la ciliegina sulla torta, leggere e in grado di smorzare le vibrazioni.
 
IBIS RIPMO
 
Nelle sezioni tecniche il manubrio largo conferisce un controllo totale del mezzo e il reggisella telescopico dalla misura record di 170mm permette di spostarsi sulla bici senza alcun intralcio. I cambi di direzione sono fulminei, merito della leggerezza e della rigidità generale della bici. Vi ricordate quali erano i commenti riguardanti le 29er di qualche anno fa su questo argomento? Ok, la RIPMO è tutta un’altra bici.
 
IBIS RIPMO
 
I freni XT ci sono sembrati adeguati per la destinazione d’uso della RIPMO, compreso il disco anteriore che inizialmente ci ha fatto dubitare in quanto probabilmente sottodimensionato. Comprovato durante il test che la potenza dell’impianto e la leggerezza dei componenti (ruote in primis) rendono sufficiente un disco anteriore di “soli” 180mm, rimane sottinteso che per un utilizzo enduro agonistico, quindi gravoso, è consigliato utilizzare un disco di diametro maggiore.
 
IBIS RIPMO
 

VIDEO:



 

NOTE:


Abbiamo visto nel test che la IBIS RIPMO è una bicicletta molto versatile, per questo motivo è importante scegliere le giuste gomme da usare. Le Maxxis utilizzate nel test sono ottime gomme da enduro, performanti ma con una carcassa relativamente pesante che le rende più resistenti alle sollecitazioni subite durante le discese più aggressive. Per migliorare la scorrevolezza e diminuire ulteriormente il peso si può utilizzare un treno di gomme più idonee all’allmountain.
 
La versatilità della IBIS RIPMO permette di utilizzare anche gomme semiplus da 2.6”. Difatti queste gomme a grosso volume, se utilizzate su cerchi con canale da 35mm, possono essere usate a pressioni molto basse aumentando a dismisura la trazione senza flettere sul cerchio.
 

CONCLUSIONI:


Di primo impatto i 145mm di escursione posteriore potrebbero sembrare sotto tono per una bicicletta da enduro, eppure una volta provata si capisce chiaramente quanto abbia lavorato IBIS sulla taratura del nuovo DW-LINK, garantendo performance veramente elevate in discesa, e realizzando di fatto una mountain bike da enduro.
 
Tuttavia le doti di pedalata e di agilità rimangono molto alte facendo sfondare la destinazione d’uso anche verso il mondo del trailriding. Con un occhio verso questo ambiente preferiremmo aver trovato una forcella almeno parzialmente bloccabile, ma ci accontentiamo di poter cambiare i copertoni utilizzandone di più leggeri e scorrevoli. La bici in test rispecchia il montaggio “X01” con l’upgrade dei cerchi in carbonio IBIS 942 e dell’ammortizzatore Fox Float X2.
 
IBIS offre la garanzia di ben 7 anni sul telaio e a vita sulle boccole.
Disponibile nelle misure dalla S alla XL
 
Link montaggi e prezzi-> Clicca qui per il DOWNLOAD
Link sito del produttore: www.ibiscycles.com
Link sito del distributore 4Guimp: 4guimp.it
 
Testo: Matteo Pedrech
Foto: Matteo Pedrech e Silvia Rech

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Matteo Pedrech