SANTA CRUZ HIGHTOWER 2 C 29″

Mare, caldo e trail da paura: le condizioni perfette per scoprire la nuova Santa Cruz Hightower 2 C 29″

Appena si sono aperte le “frontiere” sono tornato subito al lavoro, spostandomi qualche giorno in Toscana, a Piombino, per andare a trovare i ragazzi di Tuscany Bike, il test center SantaCruz in Italia.

Super disponibili, mi hanno mostrato la struttura e tutta la loro flotta di bici, ma soprattutto i loro trail mozzafiato che scendono sul mare. Diversi erano i modelli a disposizione ma quello che più mi ha attratto è stata la Santa Cruz Hightower 2 C 29, modello di quest’anno.

Ho deciso quindi di trascorrere una giornata in sella a questa novità, e vista la situazione che avrei dovuto affrontare, con un notevole dislivello e discese anche impegnative, l’ho ritenuta il mezzo migliore per questo spot.

Non perdiamoci in chiacchiere ed iniziamo subito a descriverla:

È una MTB in carbonio che va ad inserirsi nel contesto all-mountain con un’escursione di 140 millimetri al posteriore e 150 millimetri all’anteriore, il tutto su ruote da 29 pollici.

Il montaggio:

Partiamo dalle sospensioni: all’anteriore la RockShox Yari RC 150mm 29″, la classica forcella di un montaggio base che permette di regolare le compressioni e il rebound.
Al posteriore il FOX Float Performance DPS con possibilità di bloccaggio.

Passando all’impianto frenante troviamo i Sram Guide R abbinati ai dischi Centerline da 180mm. Successivamente, la trasmissione: manettino e deragliatore Sram NX, pacco pignoni SRAM PG1230 11-50 denti, catena SRAM NX Eagle e per concludere pedivelle SRAM NX Eagle 148 DUB da 170 millimetri (taglia S-M-L), con corona da 30 denti.

Ruote: troviamo le WTB ST 29mm TCS 2.0 29″ accoppiate a un mozzo posteriore SRAM MTH 746, 12×148, 32h e a quello anteriore SRAM MTH 716, 15×110, Torque Cap, 32h. Il tutto montato con una coppia di Maxxis Minion DHR2 da 29″ di diametro e 2.4″ di larghezza, dotati di tecnologie 3C EXO TR sia al posteriore che all’anteriore.

Rimanendo in casa WTB troviamo la sella Silverado Race montata su un reggisella telescopico Race Face Aeffect Dropper da 150mm di escursione.

Per concludere, manubrio Race Face Aeffect R 35×780 con attacco manubrio sempre Race Face Ride da 50mm e serie sterzo Cane Creek 10 IS IntegratedHeadset.

Iniziamo con il test:

Il celebre marchio californiano non si fa mai sfuggire nulla ed è sempre al passo con i tempi. Già da qualche anno ha iniziato a rivoluzionare tutta la sua flotta mettendo mano quindi anche alla celebre all-mountain Hightower, che già in passato è stata vista gareggiare nei più grandi circuiti dell’enduro mondiale.

Ma veniamo subito a noi, la nuova Hightower è veramente rifinita nel migliore dei modi, Santa Cruz non ha lasciato nulla al caso, mossa vincente è il famoso sistema Flip Chip che troviamo anche negli altri modelli,e anche in altri brand, che va a variare le geometrie della bicicletta in maniera molto interessante.

Nel caso dell’angolo di sterzo partiamo da 65,5 gradi in assetto High per passare a 65,2 gradi in assetto Low e questo avviene su tutte le taglie. Senza tralasciare il notevole cambiamento di inclinazione del piantone sella che parte da 77,0 gradi in Highe arrivaa 76,6 gradi in posizione Low.

Uno degli aspetti che più mi ha colpito a livello estetico è il passaggio cavi interno veramente “lineare”, insomma un passaggio cavi esteticamente ordinato e pressoché invisibile.
Altro aspetto interessante sia ai fini delle performance che estetici è il carro posteriore con il famoso sistema VPP (Virtual Pivot Point), le cui tubazioni massicce trasmettono una sensazione di robustezza.

Entrando nel vivo del test, vista la tecnicità dei percorsi, ho deciso di realizzare questo “primo contatto” con l’assetto Low, quindi nella configurazione orientata più alla discesa.

In salita:

Ho svolto un giro pedalato di 20km circa con un notevole dislivello, i trasferimenti avevano piccole parti asfaltate ma principalmente strade bianche con qualche ripido tratto tecnico. Fin dall’inizio ho capito che questo era il modello perfetto per compiere questo tipo di giri, la sensazione iniziale è quella di rigidità di tutto il mezzo ed il sistema VPP è veramente ottimo nel mantenere la ruota attaccata al terreno limitando l’effetto bobbing.

Una cosa che mi ha colpito molto è la scorrevolezza della bici ma anche la facilità nell’affrontare soprattutto i punti più ripidi mantenendo una posizione molto centrata grazie al seat tube angle da 76,6 gradi.L’anteriore non si solleva da terra mantenendo così un’ottima stabilità di tutto il mezzo che porta a superare anche gli ostacoli più tecnici.

I rapporti di cui è dotata la Santa Cruz Hightower sono ottimi, il cambio NX Egle 12V è diventato indispensabile ormai su tutte le mountain bike, ma in questo caso la scelta azzeccata è la corona da 30 denti che assieme al pacco pignoni 11-50 crea una coppia vincente. Molto positivo è il fatto che in posizione Low non ho mai urtato con le pedivelle nei punti tecnici. La loro lunghezza di 170 millimetri aiuta ma il tutto è sicuramente dovuto alle ottime geometrie.

In discesa:

Arrivato in cima dopo una lunga e tosta salita finalmente inizia il bello, si scende. Ovviamente, vista la super location con paesaggi mozzafiato dobbiamo fare attenzione a non distogliere l’attenzione dalla guida della nostra Hightower.

Parto, iniziando con un bel flow e da subito trovo il giusto feeling: la mtb è molto reattiva soprattutto nei cambi di direzione e la rigidità del telaio si sente, sensazione che viene invece smorzata dalle ruote, ma del resto è il montaggio base e queste WTB non sono tra le ruote più rigide, ma sicuramente sono molto robuste.

Proseguendo con la discesa la Hightower è veramente divertente, si capisce subito che è la bici perfetta per chi vuole divertirsi affrontando tutte le tipologie di trail. La sua agilità è notevole e sicuramente il merito va al sistema VPP e alla lunghezza del carro da 434 millimetri in assetto Low (mentre in assetto High passa a 433mm), con una guida molto centrata e, se si carica l’anteriore, questa è una bici che riesce a mantenere la linea che vogliamo senza grandi problemi.

Dopo diversi tratti super flow con tornati molto stretti comincio ad entrate nello scassato, e la stabilità resta. I 150 millimetri all’anteriore e 140 al posteriore (escursioni azzeccatissime secondo me) li sfrutto tutti, però comincio a notare alcune lacune nel montaggio: l’ammortizzatore posteriore tende ad andare in crisi surriscaldandosi e perdendo la sua progressività soprattutto alle basse velocità mentre la forcella non trasmette un’enorme sicurezza in quanto tende ad irrigidirsi. Ovviamente queste sono mie osservazioni che non influiscono sul giudizio della qualità del telaio della Hightower, ma solo su questo tipo di montaggio.

Continuando la discesa riduco la velocità e ritrovo il ritmo,e ora sì che torna il divertimento, supero senza problemi qualsiasi ostacolo mantenendo una guida attiva e giocosa, insomma, non trovo ostacoli che possano fermare questo “mezzo californiano”.

Nota molto positiva alle gomme: non è la prima volta che troviamo una coppia di Maxxis DHR sia all’anteriore che al posteriore e devo dire che è un’ottima “combo” per questa destinazione d’uso.
Altro aspetto positivo sono le ruote, che sì, ho criticano per la loro poca rigidità, ma sono un modello che “ti porta sempre a casa”, insomma un ottimo cerchio resistente per chi vuole girare senza troppi pensieri.

Finito il giro torno alla base. Come prima impressione la nuova Santa Cruz Hightower C carbon montaggio R è veramente un mezzo completo, capace di soddisfare tutti i rider, soprattutto chi cerca il puro divertimento senza andare sempre full gas.
Ci tengo a precisare che vi sono diversi modelli e montaggi sia in alluminio che in carbonio. Quella che ho provato è il modello base in carbonio in taglia M. Ovviamente essendo alto 180cm sarebbe stata più corretta la taglia L.

CONCLUSIONI:

Per concludere, Santa Cruz ha rivoluzionato anche la mitica Hightower realizzando un prodotto perfetto. I punti negativi vanno solo sul montaggio veramente molto (troppo) base. A mio avviso anche solo un paio di Sram Code R al posto dei Guide R avrebbe aumentato il livello.

Tale primo contatto mi ha veramente incuriosito, perché come ripetuto più volte questa è veramente una bici curata in ogni minimo dettaglio e sicuramente un test più approfondito di un allestimento più elevato anche in alluminio (che non è da sottovalutare) potrebbe regalarci emozioni ancora più grandi.
 
Per ulteriori informazioni: www.santacruzbicycles.com
Sito Tuscany Bike: www.tuscany-bike.com
 
Test e foto: Carlo De Santis
Rider: Matteo Dondiero

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