Trek Session: analisi ASP della downhill più solida e concreta. Sospensioni, geometrie e pedal kickback sotto la lente

La Trek Session torna sotto la lente dell’analisi ASP di MTBTECH.it. Una delle downhill più conosciute del panorama internazionale, che nella sua configurazione più recente introduce alcune soluzioni tecniche interessanti, tra cui il sistema di trasmissione con rinvio della catena (idler) e la possibilità di modificare il comportamento della sospensione posteriore attraverso il sistema Mino Link.

L’obiettivo di questa analisi è capire cosa succede realmente quando la sospensione lavora, come si comporta la bici in fase di pedalata, in frenata e sui terreni più sconnessi, ma soprattutto quali caratteristiche emergono dalle sue geometrie.

Una precisazione: Trek mantiene a catalogo anche la precedente versione in carbonio senza idler. Questa analisi si concentra invece sulla configurazione con rinvio della catena.

 

🔧 Trek Session: telaio, sistema ABP e regolazioni

La Trek Session utilizza il sistema di sospensione ABP (Active Braking Pivot), una soluzione sviluppata da Trek per limitare le interferenze della frenata sul funzionamento della sospensione posteriore.

Il telaio ha un peso dichiarato di circa 5,7 kg e supporta un peso complessivo fino a 135 kg. Tra le caratteristiche più interessanti troviamo la possibilità di intervenire sulla configurazione attraverso il sistema Mino Link, che permette di modificare l’altezza del movimento centrale e la progressività della sospensione.

È quindi possibile adattare parzialmente il comportamento della bici alle preferenze del rider e alle caratteristiche del tracciato, intervenendo su parametri che, soprattutto in ambito downhill, possono influenzare sensibilmente la guida.

📉 Curva di compressione: una sospensione molto progressiva

Il primo dato interessante riguarda la curva di compressione della sospensione posteriore.

Trek Session 8

Nella configurazione più progressiva, la Trek Session passa da un rapporto di leva di 3,3 a 2,18, evidenziando una progressività piuttosto marcata. Si tratta di un’impostazione che dovrebbe garantire una buona sensibilità nella prima parte della corsa, aumentando progressivamente il sostegno quando la sospensione si avvicina al fondocorsa.

Intervenendo sul Mino Link è possibile ridurre leggermente questa progressività: i valori passano da 3,1 a 2,17. La differenza non è enorme, ma dimostra come Trek abbia previsto una possibilità di personalizzazione del comportamento della sospensione.

Per una downhill destinata ad affrontare salti importanti, compressioni violente e passaggi particolarmente impegnativi, una curva di questo tipo rappresenta una scelta tecnica interessante.

🔄 Traiettoria della ruota e sistema Idler: attenzione al pedal kickback

La traiettoria della ruota posteriore non presenta un andamento particolarmente arcuato. La Session si colloca nella categoria delle sospensioni Mid-Pivot, con un arretramento dell’asse posteriore di circa 10 mm durante la compressione.

Trek Session 8

Un valore che può contribuire a migliorare la capacità della ruota di superare gli ostacoli, soprattutto nella gestione delle asperità, senza però raggiungere il comportamento tipico delle sospensioni High Pivot più estreme.

La presenza dell’idler assume invece un ruolo importante nella gestione della trasmissione.

Trek dichiara espressamente di aver lavorato sul fenomeno del pedal kickback, ovvero il movimento retroattivo imposto ai pedali quando la sospensione si comprime e la distanza tra movimento centrale e asse posteriore aumenta.

Il rinvio della catena permette di modificare il percorso della trasmissione e contenere questo fenomeno, con potenziali benefici soprattutto quando la bici affronta tratti molto sconnessi.

I valori rilevati nell’analisi sono interessanti: il pedal kickback raggiunge circa 12 gradi nel rapporto più lungo, mentre nell’utilizzo medio si colloca intorno agli 8-9 gradi. Utilizzando il pignone più piccolo, tipico delle situazioni di downhill, il valore scende a circa 1,5 gradi.

 

Trek Session 8

È importante distinguere questo fenomeno dal pedal feedback, cioè il rimbalzo della catena che può manifestarsi durante il funzionamento della sospensione. L’idler non elimina automaticamente quest’ultimo comportamento.

⚙️ Anti-squat: una downhill che mantiene una buona risposta in pedalata

Anche il valore di anti-squat merita attenzione.

Trek Session 8

 

 

 

 

 

Considerando un sag posteriore del 30% e un sag anteriore del 25%, con una corona da 34 denti e il rapporto più agile, l’analisi restituisce un valore di circa 137% di anti-squat.

Riducendo il sag, ipotesi non insolita nell’utilizzo downhill, il valore può arrivare intorno al 140%.

Si tratta di percentuali piuttosto elevate, che indicano una buona capacità della sospensione di contrastare il trasferimento di carico indotto dalla pedalata.

In termini pratici, la Trek Session dovrebbe mantenere un buon sostegno quando il rider accelera tra una curva e l’altra, limitando la tendenza della sospensione ad abbassarsi sotto la spinta sui pedali.

Anche utilizzando il rapporto più lungo, il comportamento rimane interessante, con un ulteriore incremento dell’anti-squat.

🛑 Anti-rise: sospensione attiva anche in frenata

Il comportamento della sospensione durante la frenata è un altro elemento importante dell’analisi.

Trek Session 8

 

La Trek Session restituisce un valore di anti-rise del 78%, una percentuale che suggerisce una sospensione ancora sufficientemente libera di lavorare anche quando il rider aziona i freni.

In una downhill, questo aspetto è particolarmente importante: mantenere la capacità della ruota posteriore di seguire il terreno permette di conservare trazione e controllo anche nelle sezioni più sconnesse.

Un anti-rise più elevato avrebbe invece una maggiore tendenza a contrastare l’estensione della sospensione in frenata, contribuendo a mantenere più stabile l’assetto del retrotreno.

La scelta di Trek sembra quindi privilegiare un comportamento relativamente attivo, piuttosto che irrigidire eccessivamente la sospensione durante le decelerazioni.

📐 Geometrie Trek Session: interasse importante e movimento centrale regolabile

Passando alle geometrie, la Session conferma un’impostazione decisamente orientata alla discesa.

Il sistema Mino Link permette di scegliere tra due configurazioni, alta e bassa, con una differenza significativa soprattutto per quanto riguarda l’altezza del movimento centrale.

  • Configurazione alta: 359 mm.

  • Configurazione bassa: 350 mm.

    Trek Session 8

Una variazione di circa 9 mm che permette di modificare l’assetto della bici in funzione del tracciato e delle preferenze di guida.

L’angolo di sterzo si colloca intorno ai 63° nella configurazione alta e ai 63,6° in quella bassa. Una differenza contenuta, che mantiene comunque un’impostazione estremamente discesistica.

Interessante anche il tubo sella: la sua lunghezza è di 425 mm in tutte le taglie. Una scelta che potrebbe penalizzare soprattutto i rider di statura più contenuta, per i quali l’altezza della sella potrebbe rappresentare un elemento da verificare attentamente.

L’angolo effettivo del tubo sella è di circa 61°, mentre quello geometrico è compreso tra 63° e 63,6° a seconda della configurazione. Un’impostazione che non nasce certamente per favorire la pedalata in salita, ma che rispecchia la destinazione d’uso della Session.

📏 Reach e interasse: le differenze tra le taglie

Il reach parte da 447 mm e arriva a 493 mm nella taglia più grande.

Sono soprattutto i valori dell’interasse, però, a raccontare meglio le dimensioni complessive di questa downhill.

Si parte da 1243 mm nella taglia S per arrivare a 1312 mm nella taglia XL. Numeri che evidenziano una bici piuttosto lunga, anche nelle dimensioni più contenute.

Questo significa che la Session offre uno spazio importante all’interno del quale il rider può muoversi, caratteristica fondamentale quando si affrontano tracciati veloci, salti e sezioni tecniche.

C’è però un dettaglio geometrico che merita attenzione: il tubo di sterzo misura 117 mm in tutte le taglie.

Una scelta che potrebbe determinare differenze sensibili nella distribuzione dei pesi tra i diversi rider. Su una taglia S, il manubrio potrebbe risultare relativamente alto rispetto alle proporzioni complessive della bici, mentre su una XL il carico sull’anteriore potrebbe essere maggiore.

Sarebbe interessante verificare queste differenze attraverso una prova comparativa sul campo, utilizzando due Trek Session di taglia differente e confrontando direttamente le sensazioni di guida.

🏁 Conclusioni: Trek Session, una downhill senza rivoluzioni ma ben progettata

Dall’analisi ASP emerge una Trek Session tecnicamente interessante, caratterizzata da una sospensione molto progressiva, da valori di anti-squat elevati e da un sistema idler che contribuisce a contenere il pedal kickback.

La traiettoria della ruota non presenta caratteristiche estreme, mentre il valore di anti-rise lascia intuire una sospensione sufficientemente attiva anche durante le frenate.

Le geometrie confermano una destinazione d’uso specialistica, con un interasse importante e una posizione in sella studiata principalmente per affrontare le discese.

Non siamo davanti a una downhill che cerca necessariamente di rivoluzionare il settore attraverso soluzioni completamente nuove. La Session sembra puntare piuttosto su un progetto concreto, solido e tecnicamente ben sviluppato.

Naturalmente, soprattutto in una disciplina come il downhill, i numeri raccontano soltanto una parte della storia: il comportamento reale dipende anche dalla taratura delle sospensioni, dalla tecnica del rider e dalla capacità di portare la bici al limite.

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