Recap World Cup Val di Sole: Downhill e Cross Country

La giornata di chiusura della Coppa del Mondo di Mountain Bike in Val di Sole incorona i campioni più attesi, ma nel Cross Country c’è gloria anche per l’Italia grazie a una fantastica Martina Berta, seconda nella gara Donne Elite. L’exploit della Campionessa d’Italia ha infiammato un pubblico incredibile, con ben 20000 presenze nei quattro giorni di competizioni. Gare Under 23 al canadese Woods e alla danese Pedersen

La Domenica del Cross Country a Daolasa di Commezzadura ha regalato il più emozionante dei finali per la quattro giorni di Coppa del Mondo di Mountain Bike in Val di Sole.

SCHURTER METTE LA SESTA IN VAL DI SOLE

Sesta affermazione in Val di Sole, trentacinquesima in Coppa del Mondo: numeri da campione fuori dal tempo, da autentica leggenda della Mountain Bike.

Nino Schurter ha aggiunto un’altra gemma a una carriera irripetibile, in uno dei suoi terreni di conquista preferiti, quello di Daolasa di Commezzadura, dove è esploso ai massimi livelli, vincendo il titolo di Campione del Mondo U23 nel 2008, si è consacrato inanellando successi col passare delle stagioni, ed è rinato nel 2021, conquistando il nono dei 10 titoli mondiali tra gli Elite quando tutti intravedevano per lui il viale del tramonto.

Credits: Giacomo Podetti

Quella dell’asso elvetico in Val di Sole è stata una lunga cavalcata. Un’autentica lezione di Cross Country impartita ad avversari più giovani da un 37enne che di abdicare non ha alcuna intenzione.

Alle spalle dell’atleta del Team Scott-SRAM, come ai Mondiali 2021, si è classificato Mathias Flückiger (Thomus-Maxon), ancora secondo ma stavolta più lontano, a 27”. Terzo posto per il romeno, neo Campione Europeo, Vlad Dascalu (Trek Factory) a 38”, autore di una rimonta notevole nella seconda parte di gara, appena avanti al francese Joshua Dubau (Rockrider).

Ha completato la top-5 Alan Hatherly (Cannondale Factory) a 52”. Al sudafricano va il merito di aver mollato per ultimo la ruota di Schurter, prima di cedere alla distanza. Lontani gli italiani: i gemelli Daniele (CS Carabinieri) e Luca Braidot (Santa Cruz-Rockshox) non sono mai stati nel vivo della gara terminando le loro fatiche rispettivamente in 12a e 13a piazza.

Credits: Daniele Molineris

“A Lenzerheide ho capito di avere una grande condizione, e ho raggiunto un assetto del mio mezzo assolutamente perfetto, fondamentale per dare il massimo su circuiti difficili come quello della Val di Sole”, ha dichiarato Nino Schurter. – “Fin dall’inizio ho sentito le sensazioni giuste in salita, è lì che sono riuscito a fare la differenza in un’altra fantastica cavalcata qui in Val di Sole. Amo questa gara e questi luoghi.”

“La prima parte del tracciato è quella decisiva, è davvero tecnica, con tanti saliscendi. Serve trovare le linee giuste, e riuscire a recuperare senza perdere il ritmo. Sono riuscito a trovare un buon flow in discesa per poi spingere a fondo in salita. È così che è arrivato questo successo.”

Sin dal primo giro, Schurter ha rotto gli indugi portando via un gruppetto di quattro corridori formato dal neozelandese Sam Gaze, dal tedesco vincitore dello Short Track Luca Schwarzbauer e dal sudafricano Hatherly, prima di selezionarlo ulteriormente nella seconda tornata, quando solo Hatherly ha tenuto la sua ruota.

Col passare dei giri, Gaze e Schwarzbauer sono scivolati indietro, mentre sono emerse le doti di fondo di Mathias Flückiger che ha rimontato posizioni su posizioni raggiungendo e staccando Hatherly nella quinta tornata. Alle spalle dell’elvetico si è distinto anche Dascalu, che grazie a una rimonta furiosa ha agganciato una top-3 di valore, a una settimana dalla vittoria agli Europei. Schurter ha invece controllato agevolmente la situazione in testa alla gara fino all’apoteosi sulla linea del traguardo: il re della Val di Sole è ancora lui.

Delusione nelle parole di Daniele Braidot, primo degli italiani all’arrivo. “Non è andata bene, ci tenevo a cogliere almeno una top-10 in Val di Sole. Purtroppo, ho avuto problemi meccanici al penultimo giro e il gruppetto con Valero è scappato via. Ora la testa è tutta sulla tappa di Internazionali d’Italia Series a Chies d’Alpago e sul ritiro con la nazionale proprio qui in Val di Sole, esattamente in Val di Pejo, in vista dei Mondiali di Glasgow”.

CHE FESTA IN VAL DI SOLE! DIETRO PIETERSE C’E’ UNA FANTASTICA BERTA

Sorrisi, abbracci, lacrime e i canti dei tifosi che gridano il tuo nome: sarà difficile per Martina Berta dimenticare l’edizione 2023 della Coppa del Mondo MTB, che l’ha vista cogliere il suo career high da Elite in Coppa del Mondo, un secondo posto che riporta l’Italia al femminile nella top-3 di Coppa del Mondo per la prima volta dal 2014. L’ultima volta era stata il 27 aprile 2014, quando a Cairns Eva Lechner coglieva il suo ultimo successo nel massimo circuito.

Soltanto il fenomeno del momento, Puck Pieterse, ha avuto ragione della valdostana della Santa Cruz-Rockshox grazie a una gara condotta e controllata dall’inizio alla fine. Per l’olandese della Alpecin-Deuceninck si tratta della terza affermazione stagionale (su quattro gare) in Coppa del Mondo e della seconda vittoria in Val di Sole negli ultimi 7 mesi: nel dicembre scorso si aggiudicò la spettacolare la tappa di Coppa del Mondo di ciclocross, sulle nevi di Vermiglio.

Credits: Giacomo Podetti

Alle spalle di Martina Berta, che ha concluso a 52 secondi, il gotha della MTB mondiale, a partire dall’australiana Rebecca Henderson, terza a 1’00”, dalle austriache Laura Stigger (1’06”) e Mona Mitterwallner (1’53”), dalle due Campionesse Olimpiche in gara, l’elvetica Jolanda Neff (2’01”) e la svedese Jenny Rissveds (2’30”), e dall’iridata Pauline Ferrand-Prèvot, ottava a 2’48”.

“Fantastico, è stata una gara pazzesca. Non me lo aspettavo,” ha commentato Martina Berta, stravolta dallo sforzo e dalle emozioni. “Nella fase centrale di gara sono riuscita a stare con Pauline, abbiamo collaborato, e quando è caduta per un attimo è stato difficile mantenere la concentrazione, perché non mi aspettavo di rimanere da sola in quel momento.”

“Salire sul podio in Val di Sole, per di più con la maglia Tricolore addosso, davanti a tutti questi tifosi, è qualcosa di magnifico. Il pubblico mi ha aiutata tantissimo, in salita c’era così tanto supporto e tanto rumore che dopo 20 secondi di passaggio non sentivo più nulla. Questa mattina non sapevo cosa attendermi, soprattutto dopo un Europeo difficile, ma volevo provare a stare davanti e giocarmi un podio: lo dovevo a questo pubblico, alla tappa di Coppa del Mondo in Italia, e anche per mettermi in gioco nell’ultima Coppa prima del Mondiale.”

(Credits: Giacomo Podetti)

Sin dal primo giro, Puck Pieterse ha lasciato intendere di voler interpretare la gara all’attacco, scavando un consistente margine di vantaggio sul gruppetto delle inseguitrici, dove si distingueva il tricolore di Martina Berta, tra le più attive assieme a Pauline Ferrand-Prèvot.

Nel secondo giro, alle spalle di Pieterse, si è formato un quartetto comprendente, oltre a Ferrand-Prèvot e Berta anche Alessandra Keller e Laura Stigger, poi raggiunte da Rebecca Henderson. La valdostana ha preso l’iniziativa nel terzo passaggio affondando il colpo e soltanto Ferrand-Prèvot è stata capace di resistere alla progressione. In questo frangente, il duo Berta-Prévot ha rosicchiato qualche secondo a Puck Pieterse, ma senza impensierire più di tanto la dominatrice di questa prima metà di stagione.

Nel quarto dei cinque giri in programma, Pauline Ferrand-Prèvot è incappata in una caduta che le ha fatto perdere in primis la ruota di Martina Berta e poi anche le posizioni di vertice. A quel punto, la Campionessa d’Italia si è involata in solitaria difendendo la seconda posizione dall’assalto di Henderson e Stigger nell’ultima tornata. Sul traguardo ad attendere l’azzurra il boato del pubblico della Val di Sole in visibilio. Infine, il pianto di gioia ma allo stesso tempo liberatorio di Martina Berta, che da tempo sognava questo momento.

Credits: Daniele Molineris

“Ho scelto di correre all’attacco fin dalle prime battute, e dopo un giro ero già a tutta,” ha raccontato Pieterse. “Da lì in avanti ho cercato di procedere con il mio passo e non rimbalzare indietro. Ha funzionato anche stavolta.”

“Ho commesso un errore nell’ultimo giro, fortunatamente sapevo di avere un buon margine. È successo nel tratto più duro del tracciato, sul quale si arriva quasi fermi, anche perché ci sono parecchie radici. In ogni giro cercavo di mantenere la massima concentrazione lì, ma nell’ultimo sono arrivata con i battiti talmente alti da non riuscire a procedere. Dopo ho cercato di resettare e accelerare sulla salita successiva per ritrovare il ritmo.”

In Classifica Generale prosegue il dominio di Puck Pieterse, leader con 1096 punti davanti a Pauline Ferrand-Prèvot (800) e Laura Stigger (680). Nono posto per Martina Berta con 592 lunghezze.

UOMINI UNDER 23: MARTIN FORA SUL PIU’ BELLO, VITTORIA PER WOODS

Nel Cross Country Uomini Under 23, Carter Woods ha bissato, in maniera inattesa, il successo conquistato giovedì nello Short Track. Il canadese del Team Giant Factory è riuscito a prevalere al termine dell’ultima tornata, quando pareva oramai rassegnato a concludere al secondo posto.

Luca Martin ha infatti condotto la gara Under 23 sin dai primi passaggi distanziando ad uno ad uno i suoi avversari, ma il meritato successo è stato negato al giovane atleta francese da una doppia foratura a metà dell’ultima tornata. Per lui è arrivato un mesto undicesimo posto finale, rinfrancato solo dall’applauso del pubblico della Val di Sole una volta tagliata la linea del traguardo con le ruote completamente sgonfie.

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Alle spalle di Woods, l’altro francese Adrien Boichis (Trinity Racing) ha conquistato il secondo gradino del podio a 31”, terzo posto per lo statunitense Riley Amos (Trek Factory Racing) a 45”. Nono e primo degli italiani il valdostano Andreas Vittone (KTM-Protek-Elettrosystem).

“È stata una gara ‘pazza’, nell’ultimo giro sono successe tante di quelle cose…” – ha dichiarato Woods. – “La mia partenza è stata terribile ma poi sono riuscito a rientrare nel gruppo dei migliori. Luca ci ha distanziato, ma nell’ultimo giro è successo di tutto, e ce l’ho fatta”.

Boichis guida la Classifica Generale di Coppa del Mondo con 486 punti, davanti allo svizzero Dario Lillo (470) e al canadese Woods (425). Ottavo posto per Vittone (283).

DONNE UNDER 23: PEDERSEN CALA IL POKER IN VAL DI SOLE

Dopo Nove Mesto, Lenzerheide e Leogang, Sofie Pedersen festeggia anche nel Cross Country della Val di Sole. Domenica 2 Luglio in Trentino, la giovane danese della Wilier-Pirelli si è lasciata alle spalle nella prova di Cross Country Under 23 la neozelandese Sara Maxwell, seconda a 38”, e la svizzera Ronja Blöchlinger (Liv Factory), terza a 2’02”.

Blöchlinger ha impostato una tattica aggressiva nella prima parte di gara, con Sofie Pedersen puntualmente incollata alla sua ruota, mentre la neozelandese Maxwell ha preferito non rispondere alle brucianti accelerazioni del duo di testa. Nella terza tornata, l’elvetica ha ceduto di schianto, permettendo alla danese di involarsi.

Nell’ultima tornata, Maxwell ha raggiunto e staccato Blöchlinger, per poi tentare anche l’aggancio a Sofie Pedersen. Tuttavia, la danese ha controllato la situazione, riuscendo a tagliare il traguardo in solitaria. Ottavo posto a 3’01” per la prima delle italiane, Sara Cortinovis (Santa Cruz-Rockshox). Pedersen ha allungato in classifica generale con 610 punti. Seguono Ronja Blöchlinger (448) e Ginia Caluori (387).

“Nel finale ero stanchissima, avevo finito le energie” – ha dichiarato la vincitrice. – “Ho resistito più di testa che di gambe. Con Ronja siamo partite a tutta e poi nel finale Samara veniva su molto forte. Non so realmente dove abbia trovato le energie per tenere duro fino al termine.”

DOWNHILL: Goldstone e Höll mattatori della Black Snake.

Il canadese rompe il ghiaccio in Coppa del Mondo Elite imponendosi nel tempio del Downhill. Tra le donne splende l’iride di Vali Höll che sbaraglia la concorrenza. L’altoatesina Widmann chiude nona.

Il rumore delle motoseghe e l’inconfondibile boato del kick conclusivo significano soltanto una cosa nel mondo della Mountain Bike: in Val di Sole è arrivato il giorno della Black Snake.

Sabato 1° luglioDaolasa di Commezzadura, in Trentino, ha vissuto la giornata più attesa e sentita, perché il Downhill in Val di Sole non è soltanto tradizione ma passione autentica. Un sentimento percepito anche dai campioni in gara, che nel tempio del Downhill vogliono lasciare il segno almeno una volta in carriera, come se in palio ci fosse, ogni volta, la maglia iridata.

Se si è talentuosi e audaci come Valentina Höll, si può persino pensare di vincere sulla Black Snake in maglia iridata. L’austriaca, Campionessa del Mondo nel 2022, ha infilato la run perfetta, senza sbavature, pennellando le curve da veterana, nonostante la carta d’identità dica tutt’altro, appena 21 anni. Gioventù al potere anche nella gara maschile, dove il canadese Jackson Goldstone ha trovato linee e velocità su una pista insidiosa a causa di uno scroscio di pioggia arrivato dopo la partenza dei primi atleti, e con essi anche la sua prima vittoria da Elite in Coppa del Mondo.

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Poche, purtroppo, le soddisfazioni azzurre anche in questo sabato in Trentino: l’altoatesina Veronika Widmann è riuscita a qualificarsi per la finale, chiudendo al nono posto, mentre Davide Cappello è rimasto appena fuori dal round finale maschile, chiudendo al 31° posto.

DH UOMINI: LA PRIMA VOLTA DI GOLDSTONE IN COPPA DEL MONDO ELITE

È stato il leit motiv di questa Coppa del Mondo Downhill fino a questo momento: l’esplosione sul grande palcoscenico di nuovi giovanissimi talenti, capaci di bruciare le tappe e mettersi alle spalle i giganti della disciplina, senza l’ombra di un timore reverenziale. Dopo Jordan Williams e Christian Hauser a Lenzerheide, capaci entrambi di vincere alla loro prima gara in assoluto in Coppa del Mondo rispettivamente da Elite e Junior, in Val di Sole a rompere il ghiaccio è stato un altro diciannovenne terribile.

Il canadese Jackson Goldstone (Santa Cruz Syndacate) ha firmato la sua prima vittoria da Elite in Coppa del Mondo di Downhill, e certamente non l’ultima: è già dimenticata la delusione del 2022, quando da Junior, nel gran finale di Coppa del Mondo in Val di Sole, una caduta fece sfumare una vittoria che sembrava a portata di mano.

Fra venerdì e sabato, il diciannovenne di Squamish, British Columbia, è apparso a suo agio in tutte le tre discese disputati: veloce, pulito, soprattutto efficace. Nella finale di sabato la sua unica sbavatura è stata commessa proprio in partenza, magari per il desiderio di dare il massimo quando sentiva che questa giornata poteva essere proprio la sua. Goldstone ha terminato la sua prova in 3.34.926, galleggiando su un terreno segnato dai passaggi e dalla pioggia che si è riversata spesso sulla Val di Sole dalla serata di venerdì, e ha bagnato anche buona parte della prova Elite maschile, dando però tregua durante le ultime partenze.

Dietro a Goldstone un altro canadese, Finn Iles (Specialized Gravity, +2.224), terza posizione per Thibaut Daprela (Commencal/Muc-Off), autore come da suo costume di una gara tutta sul filo del rasoio, stavolta con il lieto fine di un piazzamento di peso nel tempio della Downhill mondiale, a 2.440 dal vincitore.

“Non ho parole, sono felicissimo. Ho disputato una run tutta al limite, spingendo forte fin dalla prima curva. Ho commesso diverse sbavature, ma sono riuscito a conservare il flow. In alto ho subito fatto un errore, ma ero così concentrato che mentalmente l’ho superato subito,” ha raccontato Goldstone. “In quel tratto stavo spingendo troppo, per fortuna mi sono salvato. All’inizio ero un po’ teso per via della pioggia, ma poi ho pensato che dopo questa gara avremo alcune settimane di pausa, e valeva la pena provare a fare qualcosa di speciale. Oggi non era semplice trovare il feeling sul terreno, capire il limite ma fortunatamente i miei compagni Laurie Greenland e Greg Minnaar, che sono scesi prima di me, mi hanno dato i consigli giusti.”

Quarta piazza per l’australiano Troy Brosnan, quinto posto per l’altro francese, Loris Vergier, vincitore un anno fa in Val di Sole, appena avanti al Campione Europeo Andreas Kolb, mentre non lascia soddisfatto il Trentino l’iridato Loic Bruni, 14°, penalizzato dal terreno bagnato e scivoloso in quella fase di gara. Il britannico Jordan Williams, brillante protagonista delle qualificazioni e del turno di semifinale, ha invece commesso un grave errore nella parte centrale che gli è costato una caduta senza gravi conseguenze.

Nessun rider italiano è riuscito a qualificarsi per il round finale: nella semifinale, Davide Cappello ha chiuso al 31° posto, appena fuori dalla trentesima piazza che gli sarebbe valsa l’accesso alla finale.

Grazie al successo in Val di Sole, Jackson Goldstone ha conquistato la vetta della classifica generale di Coppa del Mondo con 786 punti, davanti al connazionale Iles (774) e al francese Vergier (742).

L’IRIDATA HÖLL È LA REGINA DELLA BLACK SNAKE

Splende l’iride nella Downhill Donne Elite grazie all’atleta più attesa del weekend al femminile in Val di Sole. Valentina Höll ha sbaragliato la concorrenza sulla Black Snake, replicando nella massima categoria il successo conquistato nel 2019 fra le Juniores.

La 21enne austriaca, Campionessa del Mondo in carica, è stata l’atleta più veloce in tutti i settori del round finale. Con il crono di 4:07.440, l’atleta della Rockshox Trek si è lasciata alle spalle l’elvetica Camille Balanche (Dorval Am Commencal), seconda a 2.943, mentre la neozelandese Jess Blewitt ha completato la top-3 a 4.770 dalla vincitrice. Nono posto per l’unica azzurra presente nel round finale, l’altoatesina Veronika Widmann (Continental NukeProof).

Vali Höll ha fatto la differenza nella parte centrale, trovando linea e flow ideale nel tratto più tecnico della Black Snake. Viceversa, Balanche ha adottato una tattica più conservativa nella stessa sezione, un approccio che non ha pagato nel confronto con la più giovane austriaca.

“La Black Snake è una pista molto fisica e impegnativa – ha dichiarato Valentina Höll – dove è molto difficile riuscire a mantenere la concentrazione in tutti i settori. Vincere la seconda gara di fila in Coppa del Mondo è qualcosa che sentivo di avere dentro, ma che non ero ancora riuscita ad esprimere. Stavolta sono riuscita a mettere assieme tutti i pezzi, e sono contenta di aver centrato il back-to-back”. 

Camille Balanche, detentrice della Coppa del Mondo di specialità, ha conservato la leadership in classifica generale con 1020 punti, appena avanti a Valentina Höll (982) e alla britannica Rachel Atherton (616), assente in Val di Sole.

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IL BILANCIO FINALE

Piena soddisfazione nelle parole del Presidente di APT Val di Sole e Grandi Eventi Val di Sole Luciano Rizzi“Abbiamo accolto con entusiasmo la nuova sfida proposta da Warner Bros Discovery Sport, che ci ha visti impegnati per la prima volta su quattro giornate di gara. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, e non vediamo l’ora di scrivere nuove pagine di questa collaborazione negli anni a venire. In queste giornate, abbiamo avuto un pubblico fantastico e tantissimi appassionati si sono collegati con la Val di Sole grazie alle dirette di Eurosport, Raisport, di altre emittenti internazionali, e ai live streaming su Youtube”.

“Questa edizione della Coppa del Mondo ha confermato le credenziali tecniche e la qualità dell’organizzazione che contraddistinguono la Val di Sole a livello mondiale – ha aggiunto il Direttore di APT Val di Sole e Grandi Eventi Val di Sole Fabio Sacco. – “Dopo qualche giornata, che ci servirà per tirare il fiato, ci metteremo al lavoro per il grande appuntamento invernale legato al ciclismo, la Coppa del Mondo di ciclocross sulla neve in programma il 10 dicembre a Vermiglio”.

www.valdisolebikeland.com

-COMUNICATO STAMPA-

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