TEST eMtb FLYER UPROC7 6.50 2020


 
Vi avevamo preannunciato che avremmo provato la nuova FLYER UPROC7 motorizzata Panasonic, e finalmente è giunto il momento. Oltre un mese per provare non solo le qualità della mountain bike da enduro del brand svizzero, ma anche per appurare le caratteristiche del nuovo motore Panasonic che, sebbene un po’ in sordina rispetto ad altri major brand, sta facendo molto parlare di sé tra gli appassionati di eMtb.
 
Durante tutto l’inverno abbiamo quindi provato la FLYER UPROC7, declinata nell’allestimento 6.50, eMtb dalle lunghe escursioni con batteria da 630Wh semi-integrata al telaio e geometrie ridefinite per rendere la guida più semplice in tutti gli ambiti di utilizzo.
 

COM’è FATTA


FLYER è produttore di ebike (esclusivamente ebike) sin dal 1995, è stato uno dei pionieri nella produzione di biciclette a pedalata assistita, tanto che soprattutto in Svizzera e nel nord Europa c’è la volgarizzazione del brand in parola d’uso comune, proprio per indicare le biciclette a pedalata assistita. Chi ne mastica di più di ebike sicuramente conosce Flyer per i prodotti di altissima qualità che produce, offrendo inoltre termini di garanzia pressoché introvabili in altri brand.
 
Ma andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio la FLYER UPROC7 6.50 oggetto di questo test.
 

 

TELAIO e GEOMETRIE


Nell’ampia gamma di mountain bike FLYER, la UPROC7 rappresenta il modello più enduristico, dotata di 160mm di escursione per entrambe le unità ammortizzanti e ruote da 27.5+, scelta dettata dal voler realizzare una eMtb più agile.
 
Interamente realizzato in alluminio, il telaio della UPROC7 è caratterizzato da forme morbide e ben definite, potremmo dire essenziali. Le saldature realizzate molto bene fanno già intuire l’alta qualità della bici in questione. La tubazione diagonale dalle dimensioni molto ampie prevede l’alloggiamento semi-integrato della batteria che, a differenza dal comune pensiero, non è sinonimo di “linea estetica di vecchio stampo”, bensì una caratteristica voluta per il maggior rendimento offerto.
 

 
Un telaio chiuso, rispetto ad un telaio dalla sezione a “C”, necessario per le batterie integrate, è più rigido per ovvi motivi meccanici. Rigidità che durante la guida si tramuta in precisione, in reattività e solidità. Di contro la UPROC7 non ha alcun alloggio portaborraccia. Sebbene la maggior parte dei biker utilizzi gli onnipresenti zaini dotati di sacca idrica, la classica borraccia tornerebbe utile per le uscite più corte.
 

 
Il cinematismo del carro è un classico quadrilatero con giunto Horst, con una biella minimalista che unisce l’ammortizzatore (dotato di attacco Trunnion) ai foderi alti. Link che Flyer utilizza in tutte le biammortizzate per l’alto rendimento che offre il tipo di sospensione e per il feeling che dona durante la guida.
 
Il passaggio cavi interno, che coinvolge anche il freno posteriore, è caratterizzato da dei fermacavo in gomma posti all’ingresso e all’uscita dei fori presenti, che prevengono l’entrata di polvere e umidità. Lungo la parte più alta del carro, sopra la biella, è presente l’attraversamento di due guaine che escono dalla tubazione orizzontale del telaio per poi tuffarsi lungo i foderi, in questo modo vengono mantenute distanti dal telaio per evitare che si inneschino attriti che porterebbero ad eventuali danni alla vernice.
 

 
Come abbiamo detto qualche riga più su, la FLYER UPROC7 è la piattaforma più enduro-oriented, dotata non solo di 160mm di escursione su entrambe le ruote ma anche di geometrie moderne ma nel contempo non esasperate. Troviamo infatti un angolo sterzo aperto a 65° ed un angolo sella di 75°. Il REACH rispecchia la media per questa destinazione d’uso, toccando quota 430mm per la taglia M e 460 per la taglia L oggetto di questo test.
 

MOTORE


Curiosissimi di provare il Panasonic GX Ultimate, finalmente – grazie a FLYER – ne abbiamo avuto la possibilità. Il nuovo motore della casa di Osaka si presenta infatti molto compatto, è stato limitato a 250W come previsto dalla legge e sviluppa ben 90Nm di coppia.
In questa UPROC7, ma anche in tutte le altre piattaforme Flyer, è incastonato molto bene all’interno del telaio, coperto da un carter di protezione in alluminio che va dalla parte frontale lungo tutta la zona inferiore. Gli ingombri ridotti del motore Panasonic permettono quindi di avere una linea molto snella e pulita, inoltre il fattore Q è ridotto a 165,8mm. Il peso del Panasonic GX Ultimate risulta inferiore ai 3kg.
 

 
Come abbiamo già detto, la batteria da 630Wh è semi-integrata al telaio, comprende una serie di led che ne indicano la carica residua e nella parte inferiore troviamo la presa per ricaricarla. È rimovibile tramite la chiave in dotazione.
 

 
Completa la parte inerente all’assistenza alla pedalata il bellissimo display a colori FLYER D0, realizzato grazie ad una collaborazione diretta tra Fleyer e Panasonic. Discretamente sobrio sembra a colpo d’occhio un classico ciclo-computer ma dispone in realtà di moltissime informazioni tra cui l’ora, la carica residua della batteria, la velocità attuale e media, la distanza percorsa e quella totale, la cadenza e i km di autonomia residui, mentre nell’angolo in basso a destra è sempre chiara la modalità di assistenza selezionata.
 

 
Modalità che sono ben 4, più quella “Walk” che spinge la UPROC7 a circa 4 km/h in modo autonomo per agevolare nei momenti in cui si deve spingere la bici a piedi. Le modalità di assistenza alla pedalata sono: ECO, STD, AUTO e HIGH, dove le prime due sono quelle più risparmiose, HIGH eroga invece tutta la potenza a disposizione, e AUTO gestisce la potenza necessaria in base alla forza esercitata sui pedali.
 

 
Nel menu MY FLYER è inoltre possibile spostare la modalità AUTO come prima modalità in modo da raggiungerla più facilmente una volta acceso il sistema elettrico Panasonic. Tale menu permette anche di aumentare o diminuire la potenza nelle modalità ECO, STD e AUTO in un range di 5 livelli che influenzano di conseguenza anche l’autonomia: aumentando la potenza diminuisce l’autonomia e diminuendo la potenza aumenta l’autonomia e quindi la distanza percorribile. È importante notare come tutto ciò può essere fatto anche durante l’uscita in bici visto che non è necessario alcun collegamento a smartphone o diagnosi, tutt’altro, risulta molto agevole il tuning e questo lo riteniamo un valore aggiunto considerevole.
 
Tra gli optional è disponibile lo schermo FLYER D1 da ben 3,5 pollici sempre a colori.
 

COMPONENTI


La FLYER UPROC7 oggetto del test si presenta nell’allestimento 6.50 che prevede la coppia ammortizzatore-forcella RockShox, al posteriore Deluxe Select+ con attacco Trunnion e all’anteriore una Yari RC.
 
2

 
Cambio e cassetta SRAM SX Eagle a 12 velocità rapportati 11-50.
 

 
Freni Magura Trail Sport, differenziati tra anteriore e posteriore, l’impianto è dotato di una pinza a 4 pistoncini all’anteriore e a 2 pistoncini al posteriore. Dischi rispettivamente da 230 e 180mm di diametro.
 

 
Le ruote, ricordiamo da 27.5+, sono composte da cerchi SUNRinglé Duroc da 42mm di larghezza esterna e 36mm interna, con montati copertoni Schwalbe Magic Mary Snakeskin a mescola Addix Soft da 2.60” di larghezza.
 

 
La FLYER UPROC7 è dotata di reggisella telescopico da 150mm in questa taglia L, che cala a 125mm per la taglia M e 100mm in taglia S. Sorregge una sella Royal, sella che rispetto alla media è quasi 15 millimetri più alta, misurata dalle slitte inferiori alla parte mediana della seduta.
 

 
Manubrio e attacco Flyer in alluminio, dove 780mm è la larghezza del manubrio mentre 50mm la lunghezza dello stem.
 

 

IL TEST


Ultimamente si dice che “il mercato chiede le 29er”, ma noi prendiamo le distanze da queste affermazioni generiche e dettate (spesso) da motivi di vendita e non realmente dettati dalla richiesta di mercato. Sappiamo bene infatti come nessun diametro ruota ad oggi presente sul mercato sia una “scelta assoluta”, ma ognuno porta con sé dei pro e dei contro rispetto agli altri.
 
Flyer ha pensato alla sostanza e ad agevolare il biker, fornendo alla UPROC7 ruote da 27.5 di diametro ma con l’aggiunta di copertoni plus, quindi dotati di battistrada più ampio atto ad aumentarne la tenuta, il comfort e di conseguenza la sicurezza.
 

Rider: Matteo Pedrech – Abbigliamento: Northwave, casco: Smith, scarpe: Five.Ten


 

IN SELLA


La FLYER UPROC7 in taglia L ricevuta in test è ben rapportata per un biker alto 178-180cm, non è una taglia esageratamente lunga, tutt’altro, potrebbe essere comoda anche già per chi è alto 175cm in base poi alla conformazione fisica. Attenzione piuttosto all’altezza sella: con un reggisella da 150mm di serie nella taglia L ed XL è possibile che chi non ha gambe delle più lunghe rischi di dover mantenere il reggisella molto basso o addirittura di doverlo sostituire con la misura inferiore, tanto è alto il piantone sella.
 
Nella zona manubrio troviamo delle manopole Ergon molto ergonomiche, scusate il gioco di parole, come anche le leve dei freni Magura. I pulsanti per la gestione del sistema d’aiuto alla pedalata sono comodi da utilizzare, facilmente raggiungibili con il pollice e molto intuitivi.
 

 
La regolazione degli ammortizzatori risulta semplice per la presenza degli o-ring rossi. Noi abbiamo regolato il SAG iniziale al 30% sia per la forcella che per l’ammortizzatore. Ricordiamo come sempre quanto utile sia rivedere la misurazione dopo alcune discese di rodaggio.
 

IN SALITA


Tasto ON e si parte!
Ma che silenzioso questo Panasonic GX Ultimate, almeno rispetto ai più blasonati Bosch e Shimano. Non aspettatevi miracoli, il ronzio di fondo c’è sempre ma non è invasivo come i diretti concorrenti. In salita abbiamo provato un po’ tutte le modalità, da quelle più economiche alla modalità HIGH che letteralmente spinge avanti con cattiveria ma senza diventare mai incontrollabile. In ECO si riescono a macinare veramente molti chilometri visto quanto leggero sia l’aiuto del motore,supporto alla pedalata da sfruttare quando si prevedono uscite veramente lunghe o con molto dislivello, ma nel contempo richiede un minimo allenamento di fondo. STD è già più sostenuto, potrebbe essere l’aiuto medio e preferito dalla maggior parte degli utilizzatori se non ci fosse l’AUTO: a nostro parere il più completo e sfruttabile grazie alla modulabilità che offre.
In AUTO infatti la potenza a disposizione è molto più alta ma viene sapientemente gestita dalla centralina Panasonic in base alla forza che imprime il biker, in maniera progressiva. Ciò significa che pedalando in modo leggero l’aiuto sarà pressoché minimo, mentre spingendo forte sui pedali si arriva alla potenza massima erogata. Grazie a questa modalità si hanno le migliori prestazioni nella maggior parte dei trail.
 
Merita un discorso a parte la modalità HIGH, in cui la potenza erogata è veramente tanta e disponibile ad ogni pedalata. La caratteristica che abbiamo notato del Panasonic, a differenza ad esempio del Bosch, è di erogare la massima potenza più verso gli alti regimi, quindi mantenendo uno spunto iniziale controllabile per poi esplodere dopo qualche pedalata. Riteniamo questa caratteristica molto utile ai fini della gestione di tale modalità perché non mette in crisi il biker che si trova ad affrontare un ostacolo improvviso.
 

 
La possibilità di modificare la mappatura tramite il display è un’opzione veramente vantaggiosa per chi sfrutta appieno le eMtb, per chi ama stare ore e macinare km all’aria aperta, e necessita di autonomia extra. A bici ferma la regolazione risulta semplice e rende possibile una completa personalizzazione del motore. Anche la modalità WALK ci ha sorpreso, senza obbligo di usare determinati rapporti, il motore spinge la Uproc7 a circa 4-5 km/h in modo autonomo, in modo da poter avanzare a piedi.
 

 
Ma parlando più direttamente della FLYER UPROC7 ci siamo trovati molto a nostro agio nelle salite costanti grazie ad una posizione in sella non estremizzata ma tutto sommato comoda e ben bilanciata nell’insieme. Il cinematismo del telaio e le unità ammortizzanti lavorano in sincronia garantendo una buona erogazione della potenza senza ricadere in fastidiosi fenomeni di bobbing. L’ammortizzatore posteriore è inoltre bloccabile (come anche la forcella) in modo da poter essere ancora più efficiente lungo i trasferimenti su asfalto. D’altro canto ribadiamo quanto sia importante un carro che riesce a copiare bene gli ostacoli del terreno e che rimane quindi attivo anche in salita, per dare il massimo grip alla ruota e quindi massimizzare la trazione.
 

 
Grip in trazione che -per merito delle gomme Schwalbe dalla mescola morbida e dal battistrada decisamente scolpito- non manca, anzi, abbiamo affrontato salite molto ripide e siamo arrivati al punto di impennare la ruota anteriore prima che perdesse grip quella posteriore.
Ci siamo divertiti molto anche ad affrontare i tratti trialistici che grazie alle ruote da 27.5+ e al motore sempre pronto sono diventati terreno di sfida per chi riusciva ad affrontare il passaggio più difficile.
 

 
Parlando dell’autonomia del motore Panasonic GX Ultimate in combinata alla batteria da 630Wh montata di serie, dobbiamo confermare con un certo stupore il fatto che il motore sia abbastanza economico in fatto di energia. Premettendo che l’autonomia è una questione troppo soggettiva e variabile in quanto dipende dal modo di guidare, dal peso del biker, dal tipo di percorso, dalle pendenze e dal dislivello, possiamo affermare che nella modalità più risparmiosa si riescono a toccare i 2000m di dislivello. La modalità che abbiamo preferito utilizzare è stata AUTO e, giusto per farvi un esempio pratico, un’uscita da 35km e 1200 metri di dislivello percorsi quasi tutti in AUTO, ha richiesto circa 3 tacche su 5 di batteria, pari a circa il 60-70%. A tal proposito, il display D0 non ha l’indicazione della percentuale di consumo della batteria, disponibile invece sul display D1 venduto come optional.
 

IN DISCESA


Solo dopo almeno 15km di rodaggio ai freni abbiamo iniziato a godere veramente della FLYER UPROC7 anche in discesa, freni che c’hanno messo più di quanto pensassimo per adattarsi ma che poi non hanno deluso le aspettative. I Magura Trail Sport si sono dimostrati all’altezza della bici in questione, ottimi freni potenti e dalla frenata lineare, come ci si aspetta di trovare su una bici dalle escursioni generose come questa.
 

 
Telaio, ammortizzatori e ruote sono molto ben coordinati tra loro: il telaio rigido, anche per merito della batteria semi-integrata, le sospensioni di buona qualità e le ruote discretamente rigide e molto solide, permettono sia ai neofiti che ai biker più esperti di sfruttare le potenzialità della UPROC7. La bici risulta discretamente facile da usare. Non mette mai in difficoltà nemmeno nelle discese più tecniche dove sono necessarie doti da equilibrista per divincolarsi da pietre o radici bagnate, mentre in quelle più veloci è possibile contare su un allestimento molto buono che digerisce anche i salti più impegnativi. In curva l’impronta a terra molto ampia dei copertoni da 2.60 di larghezza garantisce tenuta fino a pieghe importanti, e a tal proposito consigliamo il passaggio ai tubeless per risparmiare peso e per poter gestire pressioni più basse, sempre utili quando ci si trova in situazioni con fondo decisamente al limite.
 

 
Le geometrie non esasperate permettono una buona mobilità del corpo necessaria per mantenere una guida attiva e quindi redditizia, mentre il motore è sempre pronto a spingere ad ogni rilancio tra una curva e l’altra, dove i più smaliziati godono nell’utilizzare la modalità HIGH.
 
Al bilancino ha fatto segnare 24.6kg, peso che in corsa riesce a nascondere molto bene per merito delle doti di agilità dimostrate. È abbastanza semplice infatti alzarla in manual ed effettuare bunny-hop.
 

 
In fase di entrata di curva la FLYER UPROC7 rimane sempre attiva anche in frenata, e quindi aderente al terreno. L’ammortizzatore posteriore, sebbene non sia dotato di piggy-back, gestisce molto bene la temperatura e ha dimostrato di scaldarsi solamente nelle lunghe discese alpine. L’agilità della UPROC7 permette di guidare in maniera molto decisa in entrata di curva, cercando appoggi e anticipi per poi uscire più forte. Questa caratteristica è importante per chi cerca un’eMtb idonea anche per le gare di e-enduro o comunque per chi non vuole rinunciare ad andare forte in discesa. In appoggio si riesce a pompare molto bene schizzando poi fuori dalle curve molto veloci.
 

NOTE


Sono presenti di serie sia una protezione in gomma lungo il fodero destro che un guidacatena minimalista e molto funzionale.
 

 

CONCLUSIONI


Il produttore svizzero Flyer dimostra ancora una volta di puntare sulla sostanza, forte dell’esperienza ultraventennale nel mondo delle ebike. Anche per questo motivo offre ben 10 anni di garanzia sul telaio, 3 anni su motore e display e ben 2 sulla batteria, che per le linee Urban e Tour sale a 5 anni. A differenza della maggior parte dei produttori, la garanzia Flyer non scade con il primo proprietario ma rimane valida presentando la prova d’acquisto.
 
Le prestazioni ci hanno convinto fin da subito regalandoci sorrisi e soddisfazioni tanto che il test si è prolungato anche oltre il periodo previsto.La volontà di realizzare una eMtb con batteria semi-integrata ha permesso di avere una tubazione diagonale chiusa, traendone una rigidità superiore ai classici telai con tubazione a “C” e batteria integrata. Abbiamo apprezzato il motore Panasonic e lo posizioniamo in cima ai nostri motori preferiti per tipo di erogazione e per la silenziosità che lo contraddistingue. Se dovessimo valutare un upgrade per la FLYER UPROC7 6.50 potremmo pensare di sostituire le ruote con dei modelli più leggeri e performanti o a un ammortizzatore con piggy-back se prevediamo di usarla in maniera molto intensiva in discesa, altrimenti la UPROC7 6.50 ha già tutto il necessario per divertirsi e…andare forte!
 
Il prezzo di 4599,00 € definisce un rapporto qualità-prezzo molto buono. Difficilmente si riescono a trovare altre eMtb dalle medesime caratteristiche e garanzie su questa fascia di prezzo.
 
Prezzo di listino: 4599.00€
 
 
Cosa non ci è piaciuto:
Altezza del piantone sella.
Cosa ci è piaciuto:
Rapporto qualità-prezzo molto vantaggioso
Prestazioni e personalizzazione del motore Panasonic
Agilità in salita e discesa
Condizioni di garanzia

 
Link al sito FLYER: www.flyer-bikes.com
Link al sito TRIBE Distribution: www.tribedistribution.com
 
 
Testo: Matteo Pedrech
Foto: Matteo Pedrech e Silvia Rech
 
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Matteo Pedrech