Partenza / Arrivo: Alleghe (BL)
Lunghezza: 52 km
Dislivello: 2545 m totale
Tempo di percorrenza: 4/6 ore
Quota massima: 2413
Difficoltà:
Periodo consigliato: da giugno a settembre
Download traccia GPS Non disponibile

Dovrei iniziare a raccontarvi come effettuare questa escursione indicandovi da dove parte la traccia e dove parcheggiare, ma non vi dirò che il percorso di oggi parte dall’ovovia di Alleghe, perché per noi è iniziato tutto qualche chilometro più a valle.
Ci siamo ritrovati infatti, con tutto il gruppo di oggi, a Taibon Agordino, nel bar ”Giornale e Caffè” per una energetica colazione. Ed è così che è partita, nel migliore dei modi, la nostra giornata, con furti a tradimento di brioche traboccanti di marmellata all’amico distratto, che rispondeva subito a tale affronto con inzuppamenti improvvisi dentro al cappuccino dell’affamato assalitore. E con un bel sorriso e qualcosa nello stomaco, siamo pronti a salire in quota, ai 1915 metri s.l.m. di Col dei Baldi, utilizzando due impianti di risalita, con cambio di cabinovia ai Piani di Pezzé.
 
Già da qui si può capire bene cosa significhi tutto ciò: vedere un bel panorama, e noi ce lo gustiamo tutto.
Partiamo subito in discesa. Il primo tratto è attraversato da un certo numero di canaline di deflusso “di antica memoria” che mietono le loro prime vittime fra le ruote dei nostri amici non “latticizzati”. Proseguiamo passando a fianco della casara Vescovà, poi in salita, giriamo a sinistra, fino raggiungere forcella Pecol. Ora ci aspetta una bella discesa nel bosco, su sentiero, con bei passaggi, dove la scelta della traiettoria giusta risulta molto importante. Arrivati alla statale, la attraversiamo, per poi guadagnare, per prati e ponticelli lignei, l’abitato di Pescul utilizzando un bel sentierino nascosto tra l’erba.
 
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A Santa Fosca prendiamo la strada che sale sulla destra ed iniziamo una risalita che si farà via via sempre più accentuata. In alcuni tratti si supera il 25% di pendenza e questo costringe molti di noi a spingere la bici. Ma questo non è un problema, una piccola pausa sullo scollinamento e una barretta ci ridaranno l’energia per proseguire. Ora una semplice discesa su carrareccia ci porta alla strada che sale al Passo Giau, piuttosto trafficata di domenica, motivo per cui noi preferiamo starne alla larga e sceglierci un percorso più rilassante per raggiungere il prossimo rifugio! Scendiamo allora di un centinaio di metri per riprendere a salire sulla strada che si stacca sulla destra. Su e ancora su, fino alla fine dell’asfalto, poi rientriamo nel bosco e prendiamo il piccolo sentiero che si stacca dalla principale, con indicazioni Fedare 464. Ancora in salita, chi spinge, chi pedala, fino al miraggio di una bella panchina, dove ci accomodiamo per una breve sosta. Ora un breve single track in discesa ci dà un assaggio di quello che ci attende tra qualche ora.
 
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E siamo di nuovo sulla statale del Giau, precisamente al tornante numero 11. Ora ci tocca pedalare qui, fra moto turistiche, supermotard, naked, stradali, auto, pullman: insomma, chissà che questi pochi chilometri che ci separano dal Rifugio Fedare passino presto! E così sia! Ma le nostre preghiere vengono gettate all’inferno quando, salendo, ci accorgiamo che la seggiovia che dovrebbe portarci dal Rifugio Fedare al Rifugio Averau è lì, davanti a noi…ma immobile! “Sarà in funzione dal 1 luglio”, ci dicono. Ma mancano tre giorni!!
 
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Nessun problema, anche stavolta. Nessuno vuole tornare indietro, o tagliare il percorso, anche se da qui si potrebbe. Semplicemente questo si chiama “esercizio”. Esercizio per la mente più che per il fisico. Il gruppo è unito e si parte. Bici a spinta per quasi tutta l’ascesa all’Averau. Ma questo non importa. Anzi, ad alcuni di noi piace davvero salire così, un po’ perché è quasi un “ricambiare il favore alla nostra bicicletta”, e un po’ perché il contesto è sempre quello unico delle Dolomiti, e noi ci lasciamo incantare…
Rifugio Averau. Che dire…posto strepitoso. Da qui, il rifugio Nuvolau è a due passi, e a chi avesse tempo o voglia, consiglio l’idea di dormirci, per poter vedere dalla sua posizione dominante il tramonto e l’alba. Nelle vicinanze troviamo altri nomi molto conosciuti come il Rifugio Cinque Torri e il Rifugio Scoiattoli.
Noi decidiamo di mangiare qualcosa qui, e vi posso garantire che fanno uno strudel veramente sublime.
 
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Rifocillati, iniziamo la discesa. Appena sotto al Rifugio seguiamo una freccia di legno che indica il percorso della Transalp, sulla destra. Basta fare a spinta una piccola rampetta sulla destra che ci conduce al sentiero 441. Ed ecco che si apre davanti a noi un classico dolomitico: un sentiero che si snoda tra ghiaioni e pietraie, con panorami mozzafiato tutti da ammirare!
 
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Bisogna prestare la massima attenzione nel percorrerlo, ma anche fermarsi tante volte per scattare qualche foto. Poi via, fra prati e boschi, in scioltezza. Svariati fondi su cui sbizzarrirsi, erboso, battuto, sconnesso, ma mai troppo impegnativo. Fino a Caprile è tutto divertimento.
 
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Di tutta la discesa dirò poche cose: bellissima, divertente, veloce, spettacolare, flow, entusiasmante, varia. “Arrivi alla fine e ti vien voglia di rifarla”, come ha detto Robert appena arrivati al lago di Alleghe. Attenti al Gps però, perché è facile lasciarsi prendere la mano e mancare qualche deviazione. E sarebbe un peccato quasi imperdonabile.
 
Foto Massimo Bordin e Matteo Scarso
 

 
Altre informazioni:

Dislivello totale: 2545 m
Dislivello pedalato: 1600 utilizzando i due impianti di Alleghe
Dislivello pedalato: 1150 utilizzando tutti e 3 gli impianti

Da Pescul volendo, è possibile salire direttamente al Rifugio Fedare utilizzando il servizio di bike shuttle: Taxi Roby 328.7128813
Impianti di risalita: Alleghe/Col dei Baldi 0437 523544
Impianti di risalita: Rif. Fedare/Averau 0436 4010
Rifugio Fedare: 0437 720182
Rifugio Averau: 0436 4660
Rifugio Nuvolau: 0436 867938
Da provare, il pernottamento in quota per vedere il tramonto e l’alba dal Rifugio Nuvolau

Le tracce presenti e scaricabili sono frutto della nostra personale registrazione. Non ci assumiamo alcuna responsabilità riguardo la correttezza della traccia stessa e tantomeno della condizione e percorribilità dei sentieri, poiché la loro situazione è in continuo evolversi. Ricordiamo che la percorrenza dei sentieri e strade montane, CAI e non, è disciplinata da regolamenti Nazionali, Regionali e Provinciali che in alcune circostanze NON permettono la percorrenza ai ciclisti, pertanto è doveroso informarsi riguardo tali norme e rispettare quanto indicato, anche dovendo smontare dalla propria bici e proseguire a piedi. È vivamente consigliato percorrere le tracce accompagnati da personale esperto che conosca il territorio ed il percorso.
Per informazioni info@mtbtech.it

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