Partenza / Arrivo: Ski Center Latemar - Predazzo (TN)
Lunghezza: 44 km
Dislivello: 1960 m totali
Tempo di percorrenza: 4-5 ore
Quota massima: 2330 m slm
Difficoltà:
Periodo consigliato: da giugno a settembre
Download traccia GPS Non disponibile

Per arrivare al punto di inizio itinerario, abbiamo aperto Google Maps, impostato “Ski Center Latemar Predazzo”, et voilà, la località di partenza è già sotto i nostri piedi.
 
Oggi, con me, in questa escursione ci sono gli amici di scorribande di sempre: Stefano il saggio “Skatto”, Matteo l’inarrestabile roccia “The Rock”, Cristian Ruotalibera “Tanko” e Domenico, il nostro FATbiker “Tecnotronico”.
Ci dirigiamo verso gli impianti e paghiamo i nostri 11 euro e 50 a testa per poter risalire con le nostre Mtb fino alla “Baita Passo Feudo”.

 
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Naturalmente, appena arrivati al passo e messe le ruote a terra, il primo sentiero che vediamo davanti a noi è preceduto da un non molto simpatico cartello rotondo dal bordo rosso, che indica il divieto di transito alle bici. Il proliferare di questi cartelli e divieti sta complicando la vita non poco a noi ciclo-escursionisti che vorremmo esplorare in lungo e in largo questi bellissimi territori montani!
 
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Ci dirigiamo allora qualche metro verso la baita, e saliamo per le scale che vediamo alla nostra sinistra. Sempre in traccia, rientriamo nel sentiero poco sopra, dove mettiamo a frutto fin da subito le svariate tecniche dell’allmountain apprese. C’è chi usa il “portage” per fare i gradini, mano destra sulla pedivella sinistra e bici in spalla, chi invece il più tradizionale “spintage”, con bici a fianco e via di spinta, e chi invece ha benzina nelle gambe come il nostro “The Rock”, giù i gomiti, sedere sulla punta della sella e su, tutta in bici!
 
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Una serie di panorami da urlo ci accompagna in tutta questa prima parte dell’escursione, così come molti escursionisti, che stanno salendo al Rifugio Torre di Pisa. Arriviamo allo scollinamento, siamo a circa 2330 metri di altitudine, e questo è anche il punto più alto che raggiungeremo nel giro di oggi.
 
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Guardando sulla destra, ammiriamo lo spettacolo naturale del Latemar, con le sue numerose guglie grigie che si alzano nel cielo, immobili sopra di noi.
 
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Sulla sinistra invece, un panorama più morbido, sconfinato, con il Corno Bianco lì sotto, dalla forma ben riconoscibile che a noi ricorda tanto un vulcano. Noi, nel bel mezzo di questa cartolina, pedaliamo su un singletrack roccioso, seguendo il sentiero con naturalezza.
 
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Dopo una bella discesa, prendiamo una deviazione sulla destra che ci porta su un piccolo sentiero tra le rocce, non del tutto ciclabile, ma di grande fascino. Attenzione a non farvi prendere troppo la mano nella precedente discesa, col rischio di mancare la suddetta deviazione dal momento che più in basso già si intravede una più veloce ed invitante carrareccia.
 
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Il panorama ed il percorso cambiano completamente quando entriamo nel bosco. Ci stiamo dirigendo verso il Lago di Carezza, lago molto conosciuto, oltre che per la sua naturale bellezza, anche perché è situato lungo la statale che porta al Passo di Costalunga, e quindi facilmente raggiungibile dai turisti in auto o in moto.
 
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Ma noi, al Lago di Carezza, ci arriviamo dalla parte migliore: dalla montagna, percorrendo sentieri di tutti i tipi, dai più larghi o battuti, ai più stretti, tecnici o dal fondo smosso. Di sicuro, questa varietà di percorsi ci fa divertire nel guidare le nostre mtb.
 
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Arrivati al lago, chi fra di noi non lo aveva mai visto ne rimane incantato, sia per le sue acque color smeraldo, che per la sua posizione al cospetto del Latemar. Dopo aver percorso il sentiero che circonda tutto lo specchio d’acqua, ci fermiamo sulla terrazza panoramica che dà sul lago per una piacevole sosta, assieme agli altri turisti che guardano incuriositi le nostre bici, soprattutto quella con quelle strane ruote troppo gonfie!!!
 
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Ora proseguiamo su di una comoda strada forestale che con pendenze lievi e molto pedalabili ci porta fino al Passo di Costalunga, superato il quale, giriamo subito a destra. Decidiamo di fermarci a Malga Secine, perché abbiamo un certo appetito, così, prima di iniziare la discesa, degustiamo alcune pietanze locali che la nuova gestione della malga ci propone, condite dalle nostre spensierate risate.
 
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Riprendiamo la nostra traccia, ancora su strada forestale. Siamo ormai agli sgoccioli di questo bellissimo giro e le bici vanno veloci, ma prima di arrivare all’abitato di Moena, ci aspettano ancora alcuni brevi e sorprendenti passaggi. Arrivati in paese passiamo per il centro, per far poi ritorno alle auto percorrendo la ciclabile che porta a Predazzo. Sarà tutta in discesa, utile a far sciogliere le gambe ed a rilassarci, prima del viaggio di ritorno.
 
Foto di Massimo Bordin, Domenico Vidale, Matteo Scarso
 

 

Altre informazioni

Dislivello totale: 1960 m
Dislivello pedalato: 850 m
Impianti di risalita: Latemar 2200 S.p.A. Loc. Stalimen, Predazzo (TN). Tel. 0462.502929. Prima corsa ore 8.30.
Malga Secine: Sig. Kurt, 3423031475
Per le famiglie: A monte della telecabina Predazzo – Gardonè, ci sono sentieri tematici, svariate attività per bambini e, unica in Trentino, l’Alpine Coaster Gardonè: una discesa con bob su rotaia di 980 m. Maggiori informazioni: www.montagnanimata.it.
Caseificio Sociale Predazzo Moena: Uno dei formaggi più famosi della zona è sicuramente il Puzzone di Moena. Il Caseificio si trova a Predazzo, in Via Fiamme Gialle, 48 tel. 0462.501287. Maggiori informazioni: www.puzzonedimoena.com
Libri consultati: “Mountain Bike in Dolomiti” Ed. Versante Sud

Le tracce presenti e scaricabili sono frutto della nostra personale registrazione. Non ci assumiamo alcuna responsabilità riguardo la correttezza della traccia stessa e tantomeno della condizione e percorribilità dei sentieri, poiché la loro situazione è in continuo evolversi. Ricordiamo che la percorrenza dei sentieri e strade montane, CAI e non, è disciplinata da regolamenti Nazionali, Regionali e Provinciali che in alcune circostanze NON permettono la percorrenza ai ciclisti, pertanto è doveroso informarsi riguardo tali norme e rispettare quanto indicato, anche dovendo smontare dalla propria bici e proseguire a piedi. È vivamente consigliato percorrere le tracce accompagnati da personale esperto che conosca il territorio ed il percorso.
Per informazioni info@mtbtech.it

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