Canyon LUX CF SL 6.0 PRO RACE


 
La tedesca CANYON, azienda leader nella vendita di biciclette online ormai in tutto il mondo, ha presentato a fine primavera la nuova arma da crosscountry biammortizzata LUX, il modello racing di punta della casa tedesca.
Lanciato nel 2013, il modello LUX ha visto un notevole sviluppo con il passare del tempo per adattarsi alle nuove esigenze del moderno crosscountry: una bicicletta vincente fin dall’inizio nelle gare di coppa del mondo con Alban Lakata e alla Cape Epic con Robert Mennen e Kristian Hynek.
 
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Abbiamo voluto mettere alla prova la nuova CANYON LUX, curiosi dopo aver provato tempo fa il modello 2017, per appurarne le modifiche non solo estetiche ma soprattutto funzionali al riding.
 

COM’È FATTA:


La gamma CANYON LUX si presenta con un telaio totalmente in fibra di carbonio per tutti gli allestimenti, ben 6, che spaziano tra i 5999 € ed i 2599 € della LUX CF SL 6.0 PRO RACE oggetto di questo test.
 

Telaio:


Il nuovo telaio della CANYON LUX ha subìto una vera e propria rivoluzione dal modello precedente con il quale condivide solamente il nome. Ora prevede il fissaggio alto dell’ammortizzatore, adiacente alla tubazione orizzontale. Lo schema rimane a quadrilatero ma senza snodo tra i foderi superiori ed inferiori. Esso sfrutta infatti la flessibilità del carbonio dei foderi superiori, Flex Pivot, accuratamente lavorati per questo scopo. Lo schema è a quadrilatero ma la ruota è vincolata dai foderi posteriori, monopivot, per cui possiamo anche dire che è uno schema monocross assistito da una biella superiore. Il travel è di 100mm.
 
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Pensate che solamente il nuovo schema ammortizzante composto da bielle più piccole delle precedenti e da cuscinetti a sfere, ha fatto risparmiare oltre 140 grammi rispetto al telaio precedente.
Questo cambiamento ha donato alla CANYON LUX una nuova linea estetica molto più pulita e ha diminuito i punti critici di stress tra telaio ed ammortizzatore. Non meno importante la riduzione di peso, che per il solo telaio con ammortizzatore è inferiore ai 2 Kg.
 
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L’insieme carro-ammortizzatore gestisce i 100 mm di corsa a disposizione creando una curva di compressione mano a mano più progressiva. Volendo dividerla ipoteticamente in terzi, la prima parte è molto sensibile alle piccole asperità, la seconda più sostenuta per garantire stabilità e trazione alla ruota posteriore, mentre la terza è molto progressiva per gestire gli ostacoli più significativi. Ma cosa vuol dire in termini pratici? Ve lo spieghiamo presto…
 
I telai CANYON LUX sono predisposti per il montaggio di due portaborracce da ben 800 ml, mentre per garantirne la protezione da danni accidentali in caso di caduta è presente l’IMPACT PROTECTOR UNIT: il famoso blocco alla rotazione dello sterzo.
 
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Le geometrie rinnovate della CANYON LUX vedono un reach più lungo di 20 mm (nella misura Media) rispetto alla precedente LUX mentre la lunghezza dei foderi è stata diminuita da 450 a 435 mm. Non meno importante è l’abbassamento della serie sterzo, nella parte alta, di 10 mm per ottenere in questo modo un setup ancora più aggressivo, contando sui 100 mm di corsa per i telai LUX CF SLX, aumentata a 110 mm per i telai LUX CF SL, con il conseguente aumento di mezzo grado dell’angolo di sterzo. Questi ultimi sono più trail-oriented rispetto alla serie SLX.
 
Come ormai siamo abituati a trovare, è presente il passaggio cavi interno, compreso quello del reggisella telescopico stealth, di serie in tutti gli allestimenti eccetto per la versione in test 6.0 che prevede un reggisella di tipo classico.
 
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Un guidacatena integrato al telaio, regolabile, funge da protezione ad accidentali cadute di catena, senza creare attriti con la catena stessa.
Le battute dei mozzi sono entrambe boost, 148 mm al posteriore e 110 all’anteriore, da notare anche il particolare perno della ruota posteriore realizzato da Canyon per rastremare ancor di più il peso.
 

Geometrie:


 


 

Componenti:


La CANYON LUX 6.0 prevede un ammortizzatore ROCKSHOX Deluxe RLR abbinato ad una forcella anch’essa ROCKSHOX Reba RL da 110 mm, e le due unità condividono lo stesso bloccaggio remoto a manubrio. L’ammortizzatore, realizzato in alluminio 7075, ha il controllo del ritorno regolabile tramite la classica levetta rossa, mentre la compressione può essere aperta o chiusa, comandata dal controllo remoto a manubrio. La forcella, anch’essa ad aria, ha le medesime caratteristiche: regolazione del ritorno e del bloccaggio in due posizioni.
 
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Di casa SRAM tutto il gruppo cambio e guarnitura, il primo è uno SRAM NX Eagle con cassetta da 12 velocità (11-50) comandato da una leva Grip Shift, le pedivelle invece sono Truvativ con corona da 34t.
 

 

 
La CANYON LUX 6.0 prevede un set di ruote tubeless ready DT SWISS X1900 Spline in alluminio con cerchi da 25 mm di larghezza. I copertoni montati di serie sono i MAXXIS Ardent Race da 2.2 di larghezza e 29 pollici di diametro.
 
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SRAM anche l’impianto frenante, composto da pompanti SRAM Level TL e pinze a due pistoncini con pastiglie organiche che agiscono su dischi rispettivamente di 180 e 160 mm di diametro.
 
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Completano il montaggio un manubrio IRIDIUM (brand di Canyon) largo 720 mm e l’attacco manubrio sempre Iridium lungo 55 mm, mentre la sella SELLE ITALIA X1 è sorretta da un classico reggisella in alluminio Iridium.
 

IL TEST:


Come abbiamo ricordato all’inizio del test, Canyon è il brand che più di tutti ha sviluppato la politica di commercio diretta dal produttore all’utilizzatore, vendendo online e spedendo le bici pre-assemblate direttamente a casa. A noi di MTBTECH le bici in test arrivano nella stessa maniera, pre-assemblate come a tutti i clienti Canyon, per questo motivo tra i parametri valutiamo anche il montaggio.
 
Una volta aperto l’imballo non resta altro che montare la ruota anteriore, regolare la sella e fissare il manubrio, per il resto la bicicletta è completamente regolata, dai freni ai cambi, eccetto ovviamente le unità ammortizzanti, che consigliamo di tarare con un 25% di SAG.
 
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In sella:


La nuova CANYON LUX in taglia L rispecchia correttamente la taglia scelta per un rider alto circa 180-185 cm, la posizione di guida non è esageratamente protesa in avanti anche per merito della forcella da 110 mm di corsa utile (i modelli SLX montano forcelle da 100 mm), mentre il carro è corto grazie ad un tubo sella che si innesta più avanti rispetto al centro virtuale del movimento centrale.
 
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Il comando del bloccaggio RockShox, che ricordiamo agisce su entrambi gli ammortizzatori, è posto a sinistra ed è facilmente raggiungibile e azionabile. Un’ottima soluzione che oltretutto mantiene discrezione estetica e ordine.
 
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Salita:


Una mountain bike da cross country senza compromessi, ma con ciò non vogliamo indurre a pensare che sia scomoda e troppo rigida, tutt’altro, la CANYON LUX si rivela immediatamente accondiscendente durante la guida, e la spinta sui pedali è sempre attiva anche con l’ammortizzatore posteriore sbloccato. Come abbiamo visto durante la descrizione tecnica, il carro non ha svincoli tra foderi bassi e foderi alti, sono infatti questi ultimi che flettendosi incrementano la progressività della sospensione. È una sensazione che abbiamo apprezzato valutandola nella destinazione d’uso per cui è stata pensata, dove la performance in salita non dev’essere annebbiata da sospensioni troppo morbide.
 
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La nuova geometria di cui è dotata, in abbinamento alle ruote da 29 pollici e alle ormai immancabili battute boost (scopri di più su questo nuovo standard: www.mtbtech.it/standard-boost) rendono la CANYON LUX molto agile anche nei frangenti di salita tecnica, sia affrontandoli da seduti che in piedi sui pedali. La posizione in punta di sella non richiede di essere esasperata per evitare impennamenti, l’abbassamento naturale del corpo in spinta permette già di affrontare i tratti più ripidi con grande efficacia.
 
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La dotazione di serie della CANYON LUX prevede di serie il montaggio di ottimi copertoni Maxxis Ardent Race da 2.20 di larghezza, il disegno del battistrada e la tripla mescola con cui sono realizzati li rende particolarmente scorrevoli senza compromettere il grip, pur limitandoli a condizioni di terreno asciutto o al massimo leggermente umido.
 
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Nota molto positiva anche per i cerchi DT Swiss, la serie X1900 si conferma performante e affidabile, e l’abbinamento tra le gomme Maxxis e questi cerchi con canale da 25 mm è azzeccato. Abbiamo apprezzato una rigidità complessiva tra telaio e ruote molto buona, la trasmissione della potenza dai pedali a terra è molto efficace per merito di un telaio realizzato e sviluppato in campo gara, nonché per la sua buona sinergia con il resto dei componenti.
L’agonista può contare su scatti fulminei e progressioni da leader di categoria.
 
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Il gruppo NX Eagle è la versione “economica” del famoso sistema a 12 velocità di SRAM, la rapportatura formata da una corona da 32 denti abbinata ad una cassetta pignoni 11-50 garantisce un buon range anche per chi ha un allenamento medio, ottimale per l’utilizzo agonistico.
 

Discesa:


Rispetto ai modelli SL, la SLX prevede una forcella da 110mm di corsa per rendere la bici più comoda e performante in discesa anche per chi non ne fa un utilizzo prettamente agonistico. La maggior escursione, anche se minima, mantiene l’avantreno più alto portando di conseguenza il peso più verso la parte posteriore della bicicletta.
Abbiamo apprezzato la forcella Reba RL in tutti i frangenti, è una forcella “sincera” come piace dire a noi per identificare quei componenti semplici, funzionali, che non promettono nulla che poi non sappiano rispecchiare in fase di riding.
 
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La rigidità è discreta, come anche la scorrevolezza degli steli. Volendo essere pignoli avremmo preferito trovarla un po’ più lineare a metà della corsa in quanto tende ad affondare un po’ troppo chiudendo di conseguenza l’angolo di sterzo e obbligando quindi ad un fuori sella più accentuato, riscontro avvertibile nelle situazioni di discesa ripida e tecnica. In questo caso è possibile migliorare la situazione adottando un SAG più ridotto, attorno al 20%. Il bloccaggio a manubrio è molto comodo da raggiungere e funziona alla perfezione, ricordiamo che è unico per entrambe le unità ammortizzanti. In frenata la sospensione posteriore si irrigidisce leggermente ma l’ottimo lavoro del carbonio con cui sono fatti i foderi ed il resto del telaio riescono a filtrare le vibrazioni provenienti dalla ruota posteriore, garantendo sempre trazione al battistrada.
 
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Il modello 6.0 della CANYON LUX non prevede il reggisella telescopico montato di serie, un accessorio veramente comodo che ne incrementa di molto l’agilità in discesa, utile sia per il neofita che per chi ha più esperienza. Il telaio della CANYON LUX è comunque predisposto per il montaggio di un reggisella telescopico stealth, con passaggio del cavo interno.
 
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Dobbiamo essere onesti, i freni SRAM Level TL non ci hanno fatto impazzire per le performance che hanno offerto durante il test, ma il crosscountry è forse la condizione a loro più favorevole rispetto ad altre discipline dove sono più sollecitati. La potenza frenante non è ai vertici della categoria, come neanche la precisione della leva visto che va strizzata parecchio, ma perlomeno non abbiamo mai riscontrato fenomeni di surriscaldamento. Ci dispiace come sempre ripetere le stesse osservazioni su alcuni componenti (quasi sempre gli stessi), ma abbiamo l’obbligo morale di essere onesti e trasparenti verso voi lettori.
 

NOTE:


Purtroppo nel modello in prova non siamo riusciti a mantenere fissi i passacavi in gomma sul lato sinistro della serie sterzo. Siamo quasi certi sia un problema limitato alla bici che abbiamo provato, in qualsiasi caso non hanno compromesso in alcun modo le performance.
 
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Gli 11,8 kg di peso segnati dal bilancino per questa CANYON LUX CF SL 6.0 PRO RACE in taglia L invogliano ad investire qualche grammo pur di avere un reggisella telescopico il quale migliorerebbe le performance in discesa sia per un uso agonistico che amatoriale.
 
Ormai inutile dire che la prima modifica che suggeriamo è quella di togliere le camere d’aria e rendere le ruote tubeless! Le valvole Dtswiss sono presenti nella confezione ed i cerchi sono già nastrati.
 
Nell’ottica di ridurre i pesi, i tecnici Canyon hanno lavorato duramente per realizzare una chiusura del perno posteriore minimalista e “a scomparsa”.
 
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CONCLUSIONI:


Canyon ci ha dato la possibilità di mettere alla prova la nuovissima LUX 6.0. Il modello CF SL 6.0 PRO RACE che abbiamo utilizzato è la versione più economica della serie LUX, un modello completo e pronto per essere utilizzato sia in ambito agonistico che amatoriale.

Le dotazioni tecniche sono all’avanguardia sebbene non siano le più leggere del settore crosscountry, mentre geometricamente è quanto di più aggiornato si possa chiedere.

La CANYON LUX CF SL 6.0 PRO RACE è una mountain bike molto versatile in grado di soddisfare i puristi del crosscountry riuscendo però a garantire divertimento anche nel mondo del trailriding leggero, grazie all’escursione di 110 mm e alla possibilità di montare un reggisella telescopico. È altresì un’ottima base a cui applicare upgrade e modificarla a proprio piacimento, senza la necessità di avere un budget esagerato per l’acquisto.

Offrendola al pubblico ad un prezzo di 2599 €, Canyon mostra i denti alla concorrenza: siamo onesti, su questa fascia di prezzo è difficile trovare di meglio.
 

Cosa non ci è piaciuto:
Freni non all’altezza
Passacavi in gomma poco stabili
Cosa ci è piaciuto:
Ottimo rapporto qualità/prezzo
Bici molto performante sia in ambito agonistico che amatoriale
Ottima base per upgrade e personalizzazioni.

 
Prezzo: 2599 €
Garanzia: 6 anni per il telaio, 2 anni per i componenti
Sito del produttore: https://www.canyon.com/it/mtb/lux/lux-cf-sl-6-0-pro-race.html
 
Testo: Matteo Pedrech
Foto: Simone Crema
 
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Matteo Pedrech