TEST Tannus Armour

Ne abbiamo sentito parlare parecchio sui social e puntualmente arriva anche il nostro verdetto su quello che alcuni potrebbero definire “l’uovo di colombo”: la guaina per camere d’aria realizzata da Tannus, l’Armour!
 
È bene spiegare subito che, come dice il nome stesso, questa è un armatura per camere d’aria, quindi un vero e proprio sistema antiforatura, e non una mousse o un salsicciotto già visti in diverse declinazioni. Quindi si tratta di prevenire il fastidioso problema delle forature in primo luogo, ma inevitabilmente porta con sé anche una piccola protezione del “fondo corsa” e la capacità di “run flat”, ovvero la capacità di sostenere la ruota anche se forata, riuscendo ad arrivare almeno fino a casa, alla macchina o ad un posto comodo dove intervenire per la riparazione.
 
Tannus è leader da anni nello sviluppo di copertoni pieni, sia per bici che per altri mezzi. Il polimero dell’Armour è assolutamente interessante ed è il medesimo usato per le gomme piene (che in fuoristrada non avrebbero senso) declinato in maniera diversa.
 

Com’è fatto:


Anni fa frequentavo un certo trail irto di spine, era matematico forare…tanto che preso dalla disperazione nonostante la fascia di kevlar interna allo pneumatico avevo pensato di infilarci dentro un altro pneumatico slick per aumentarne lo spessore…una follia per una mountain bike normale girare con 1.6 – 1.7 Kg di gomma e camera d’aria. Fortunatamente da lì a poco si diffusero i tubless e il gioco cambiò.
 
Quello che propone Tannus è qualcosa di abbastanza simile, ma forti del loro know-how in fatto di polimeri sono riusciti probabilmente a trovare la “quadra”: l’Armour è sostanzialmente una guaina esterna alla camera d’aria che di fatto è una barriera quasi impenetrabile a spine e rocce taglienti.
 

 
Lo spessore della protezione varia da circa un centimetro e mezzo della zona centrale e digrada progressivamente fino ai fianchi e poi nell’inserimento nel cerchio. Il peso potrebbe essere il limite per l’utilizzo su una mountain bike non motorizzata (oltre all’Aromur ci vuole comunque una camera d’aria!) ma comporta una serie di vantaggi
 
Qualcuno potrebbe obiettare che rispetto al sistema ormai tradizionale di tubless + salsicciotto leggero sia un passo indietro, in realtà sono due approcci completamente diversi allo stesso problema e Tannus dal mio punto di vista offre qualcosina in più: la protezione laterale da eventuali tagli anche perché il fatto che sia meccanicamente disaccoppiato dal copertone rende veramente difficile un eventuale taglio della camera d’aria. E se il taglio è irreparabile con un sistema tubeless ci dobbiamo affidare solo all’eventuale salsicciotto interno, di certo non abbiamo un copertone di ricambio nello zaino…
 

INSTALLAZIONE:


Per un “pizzica camere d’aria” come me nel montaggio, l’arrivo dei tubeless aveva veramente segnato una svolta, almeno una volta su tre riuscivo a forare la camera d’aria montandola da nuova, colpa della mia pessima tecnica di feeling con gli scalza pneumatici…
Avvicinarmi all’Armour mi ha messo un po’ di timore, ma ragionandoci, la guaina nel montaggio offre già una sorta di difesa verso la camera e, sorpresa, al primo tentativo tutto è andato liscio!
 

 

COME VA:


Ho portato l’Armour in test nel sentiero dove ben due volte avevo tagliato il copertone, su ruota da 27.5 per 2.3 pollici di sezione.
 
Il trail in questione è roccioso quanto basta, ma talmente battuto da bici e moto che ormai le pietre vive non sono più così taglienti, di contro, bel breve trasferimento tra una discesa e l’altra si è costretti a percorrere una carrareccia dove i contadini locali rovesciano puntualmente cocci di vasi per migliorare il grip dei trattori. Tagliano come le lame!
 
E quindi, la prima prova del “fachiro” è passata assolutamente indenne per ben due volte (attenzione, un taglio su un copertone nuovo l’ho riportato, ma non è andato abbastanza in profondità da raggiungere l’Armour, però so già che senza questa guaina il copertone stesso sarebbe da buttare!
 
Sono andato deliberatamente a cercarmi delle spine (di rose selvatiche) sul sentiero e anche qui, tutto ha funzionato bene.
 
Veniamo ora alle sensazioni di guida.
Filosofie diverse dicevo; si perché il Tannus Armour rende la bici sicuramente un po’ meno scorrevole e leggermente meno sensibile sui piccoli urti rispetto al sistema tubless (la barriera creata è più rigida); questo da una parte invita a scendere con le pressioni ma non ammorbidisce di fatto la struttura della gomma in sé e quindi nemmeno la durezza dell’Armour. Tradotto in soldoni significa che se siete amanti di giri a bassissima pressione senza troppe velleità velocistica l’Armour non fa per voi: vi troverete con una gomma sgonfia che però non copia a dovere le asperità. Se invece siete abituati a girare a pressioni intorno al bar e mezzo (minimo 1.2) allora ci siamo e potrete apprezzare la barriera difensiva che questo sistema vi offrirà senza pregiudicare troppo le sensazioni di guida.
 
A questa pressione anche la protezione da eventuali pizzicature della camera d’aria è davvero convincente, sotto ad un bar invece potrebbe non essere sufficiente su un urto deciso “di taglio”.
 

 
Stesso discorso nel caso di run flat (a gomma completamente sgonfia)…si riesce a tornare alla macchina o fare qualche km ad andatura blanda, ma senza esagerare se non si vuole arrivare al cerchio.
 
A diversi rider è capitato di strappare la valvola della camera perché l’accoppiamento tra i tre elementi (camera, copertone e Armour) è privo di vincoli che li legano e quindi può capitare che il copertone scivolando sul cerchio si tiri dietro la camera, arrivando a strappare la valvola; cosa che per altro può capitare anche senza Armour (i più sgamati della old-school ricorderanno la fascetta tra valvola e raggio proprio per ovviare a questo problema). Un altra soluzione sembra essere la rimozione della ghiera valvola. Anche se ogni tanto sarebbe bene sgonfiare completamente la camera e cercare di ruotare in senso opposto le gomme per raddrizzare la valvola stessa.
 
Allo stesso modo consiglio, per prolungarne la vita, di abbassare decisamente la pressione quando non si utilizza la bici e di tenerla sospesa da terra, per non schiacciare o deformare l’Armour stesso, che per quanto tenace sia può mantenere un minimo di memoria elastica.
 
Per quello che riguarda la resistenza al rotolamento ed un eventuale aumento di consumi della batteria non ci pare ci siano grosse differenze, al massimo un 5% dato forse più dal peso delle masse in rotazione aumentato (l’Armour pesa circa 300g) che non da una peggiorata scorrevolezza.
 

 

Conclusioni


Lo comprerei? Assolutamente sì su una ebike, a questo punto per entrambe le ruote. Su una mountain bike tradizionale magari accoppiato ad una camera d’aria veramente leggera, almeno al posteriore; dipenderà dal livello di allenamento e dalla reale necessità di tanta protezione: se percorrete sempre trail irti di spine o vi è capitato di pizzicare le camere posteriori negli urti più forti, fa per voi!
E nella remotissima eventualità di riuscire a forare si torna alla “vecchia scuola” della sostituzione della camera o la classica pezza…però, che bello non inzaccherarsi di lattice!
 
Prezzo da 34.9 € a 39.9 € l’uno
 
Cosa non ci è piaciuto:
-il peso, se confrontato ad un sistema tubeless;
-il dover cercare la pressione giusta per godere dei vantaggi e non degli svantaggi, che si traducono in feeling di guida falsato e apparentemente più “rigido”.
Cosa ci è piaciuto:
-prezzo onesto per un accessorio che può durare diverse stagioni;
-reale protezione da piccoli tagli e dalle spine.

Sito del produttore: www.tannusitalia.it
 
 
Testo: Fil Palmer
Foto: Matteo Pedrech e Fil Palmer
 

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Matteo Pedrech