BIKE CHECK – la Santa Cruz Megatower (fuoriserie) del Team Benozzi-FullOut


 
Vi sveliamo in anteprima la mountain bike che utilizzerà il Team Benozzi-FullOut, una bicicletta notevolmente rivoluzionata tant’è che possiamo dire essere una “fuoriserie preparata per le gare” grazie ad un progetto che vede muoversi in sinergia aziende leader a livello mondiale nel settore della meccanica di precisione: Benozzi e FullOut. La prima è infatti una delle principali produttrici di componenti racing per case automobilistiche come Ferrari, Lamborghini e moto visto che producono molti componenti per Aprilia Racing e altre case impegnate anche nel campionato MotoGP. FullOut è invece un preparatore e sviluppatore di assetti sempre incentrato nel motor sport.
 
La passione per la meccanica dei rispettivi titolari ha portato allo sviluppo di una nuova bicicletta partendo come base dal telaio Santa Cruz Megatower, l’enduro della casa californiana già apprezzata da molti rider.
 

 

TELAIO


Ma andiamo nei dettagli, la Megatower che utilizzeranno Mirco Vendemmia e Matteo Saccon nei campionati Superenduro e al mondiale EWS è realizzata in carbonio CC, il materiale più performante di Santa Cruz, ma prevede l’adozione di leveraggi completamente nuovi, realizzati migliorando ulteriormente quelli di serie in base alle sensazioni dei piloti. Bielle nuove quindi, ora più leggere, più rigide e più resistenti, ricavate dal pieno da Benozzi Engineering e anodizzate in un rosso molto racing, mantengono la corsa di 160mm al posteriore ma ora il sistema Virtual Pivot lavora con una nuova curva di compressione.
 

 
Lo sviluppo del leveraggio è stato fatto in sinergia con il tuning dell’ammortizzatore e con tutti gli altri componenti che vedremo più avanti nell’articolo, in modo da poterne sfruttare al cento per cento le caratteristiche. Ad oggi non ci è dato a sapere quali siano le nuove quote geometriche, in costante sviluppo, ma si vocifera che il carro ora sia leggermente più lungo e nella curva di compressione sia stato smussato un punto morto. Speriamo di ricevere maggiori informazioni nei prossimi giorni e non mancheremo a dirvele.
 

 

AMMORTIZZATORI


Passando al reparto sospensioni troviamo un accoppiata SR Suntour radicalmente e sapientemente modificata da FullOut. Le modifiche apportate rimangono un segreto del realizzatore, ma un occhio esperto può notare la lavorazione degli steli non prevista di serie, i parapolvere…e chissà dentro ai foderi cosa c’è di nascosto…!
 

 

 

 

RUOTE


I ragazzi del Team Benozzi-FullOut utilizzeranno cerchi Santa Cruz in carbonio con canale da 30mm e 28 raggi per ruota, montati su mozzi boost Industry Nine dall’inconfondibile suono della ruota libera. Avete notato gli adesivi? Sono dei contrappesi per bilanciare le ruote, soluzione che finora l’abbiamo vista usare solamente in coppa del mondo e nemmeno da tutti gli atleti. 😉
 

 

 
Le gomme utilizzate saranno Schwalbe, tra le preferite dai piloti troviamo la Magic Mary all’anteriore e la Hans Dampf al posteriore, entrambe da 2.35. Solamente al posteriore utilizzeranno l’inserto Cush Core per prevenire pizzicature.
 

CAMBIO e GUARNITURA


Gruppo cambio e guarnitura sono composti da deragliatore SRAM X0 Eagle con gabbia MPM e pacco pignoni 50-10, abbinato ad una corona da 32t montata su guarnitura Sram X0 in carbonio con pedivelle da 170mm. Mirco Vendemmia utilizzerà i pedali HT T3 Titanium.
 

 

FRENI


L’impianto frenante è di casa SRAM, modello CODE RSC con dischi dal diametro differenziato: 180mm all’anteriore e 200 al posteriore. Le pastiglie sono di tipo sinterizzato.
 

 

COCKPIT


Il manubrio Truvativ BlackBox in carbonio è più stretto rispetto alla media, Mirco lo usa da 750mm, montato su attacco da 40mm.
Il reggisella Switch è da 150mm di escursione e sorregge una sella Fabric.
 

 
Insomma si tratta di una bici ultra performante sulla quale i tecnici non hanno badato a spese per migliorarla ulteriormente, e non vediamo l’ora di vederla in azione per appurarne le doti!
 
Rimanete sintonizzati, stiamo lavorando per darvi più novità possibili nei prossimi giorni.
 
Testo e foto: Matteo Pedrech

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